Avvicinare alla poesia

Il Caviardage digitale

DIDATTICA DIGITALE – I GRADO

Per progettare una lezione attiva di poesia consigliamo il Caviardage, un metodo di scrittura dalla notevole capacità espressiva che permette di ottenere un testo poetico a partire da altri testi, giornali o riviste. È facilmente applicabile in digitale, vediamo come!

di Luca Raina

La tecnologia è un mezzo, uno strumento che permette non solo di risolvere problemi, come abbiamo intravisto durante il lockdown, ma anche di aprire nuovi orizzonti creativi. Passeggiare in montagna, lungo un sentiero scosceso, appaga gli occhi e il cuore. Forse un po’ meno i piedi. Ma l’esperienza è impagabile. Allo stesso modo un viaggio che attraversa un intero paese, richiede di cambiare mezzo economizzando sui tempi e regalando le stesse indescrivibili emozioni.
Mutatis mutandis, c’è una regola aurea in didattica: non esiste un approccio migliore di altri, ma solo la modalità più vicina ai risultati attesi per la nostra specifica, unica e irripetibile, classe. Lungi dall’essere un limite, questa considerazione spinge il docente a sperimentare, conoscere, adottare soluzioni diverse, proprio per avere sempre un asso nella manica per vincere la partita, per mettere in scacco la noia o la dispersione scolastica.

Il modello SAMR

Il digitale, se usato con buon senso, all’interno di una sensata progettazione didattica, costituisce davvero una valida risorsa. Un illuminante consiglio su come introdurlo in classe ci è stato suggerito da Ruben Puntedura nel suo modello SAMR (Sostituzione, Aumento, Modifica, Ridefinizione), che consiste in una graduale integrazione delle tecnologie digitali nelle attività di classe.

  • Al gradino più basso, l’intervento meno impattante, ovvero la sostituzione, considera l’uso del digitale come un modo per affrontare gli stessi compiti con strumenti nuovi, senza cambiare le consegne.
  • Il livello più alto, la ridefinizione, spiega bene come strumenti innovativi permettano di curvare i compiti su obiettivi differenti spingendoci, anche in modo creativo, in territori non percorribili in altri modi. O proseguendo la metafora con la quale abbiamo iniziato, semplicemente a piedi.

Un esempio di sperimentazione didattica che mette in luce un virtuoso e progressivo utilizzo delle tecnologie digitali è stato progettato in collaborazione con il Professor Salvatore D’Amora, docente di lettere presso l’IC Toscanini di Casorate Sempione, che è riuscito a “fare poesia” attraverso il Caviardage, utilizzando App e Web.

Due parole sul Caviardage

Quando si progetta una lezione attiva di poesia in classe di solito viene subito in mente il Caviardage: noto anche come blackout poetry, il Caviardage permette di ottenere un testo poetico da un testo narrativo o espositivo, selezionando singole parole significative e cancellando, coprendo o ritagliando le altre.
Questa tecnica – un vero punto d’incontro tra la letteratura e l’arte – deve la sua origine alle avanguardie artistiche di inizio secolo. Tra i primi e più noti sperimentatori del Caviardage ricordiamo i dadaisti Tristan Tzara e Man Ray; negli anni Sessanta viene ripreso e riproposto come Cut-up method dagli artisti beat Brion Gysin e William S. Burroughs; fa poi la sua comparsa in Italia, in modalità e scopi differenti, a opera di Emilio Isgrò. In tempi più recenti, invece, un intero libro, nato dalla sapiente intagliatura di un altro, ha permesso a Jonathan Safran Foer di raccontare una storia intensa e dalla lettura molteplice (è il caso di Tree of Codes). Ancora oggi, infine, la blackout poetry, per la sua potente resa grafica, è uno strumento privilegiato dell’instapoetry dei social.

I vantaggi di questa tecnica

La continua rinascita di questa tecnica si spiega anche grazie a una capacità espressiva notevole, che può risultare molto efficace a scuola. I vantaggi per l’uso didattico sono molteplici:

  • dalla prosa alla poesia: costituisce un buon modo per affrontare il testo poetico, perché avvicinando gli alunni con curiosità, semplifica il passaggio dal testo in prosa a quello in versi;
  • far proprio un testo: favorisce la comprensione e la manipolazione del testo, perché il lettore si immedesima e trasforma il testo che ha di fronte, utilizzando in maniera diversa le stesse parole scritte dall’autore;
  • la poesia ovunque: ogni attività di Caviardage lascia una traccia, facendo capire che la poesia non è qualcosa di astruso e lontano dal quotidiano; ogni testo e ogni situazione può nascondere rime e metafore, bisogna saper cercare con occhi e mani addestrate;
  • giocando si impara: non possiamo nascondere l’aspetto ludico del Caviardage; gli alunni leggono, selezionano, ritagliano, incollano, colorano e decorano, esprimendo sé stessi e scoprendo una nuova dimensione dell’ora di italiano.

Come organizzare il lavoro e l’uso del digitale

Materiali: l’attività è stata inizialmente proposta per un percorso in DDI, ma si presta benissimo a essere svolta in presenza. La preparazione dei materiali è stata fondamentale e il docente ha creato un dossier digitale contenente:

  • un glossario delle figure retoriche più adatte al lavoro;
  • una selezione di pagine di libri e giornali (foto, scansioni o screenshot).

Prima di gettarsi a capofitto nell’organizzazione dell’attività, è stata pensata un’anticipazione utile ad avvicinare gli alunni alla comprensione delle tecniche poetiche per eccellenza: una attività sulle figure retoriche.

Fase 1. Le figure retoriche
Si è iniziato quindi con la realizzazione e condivisione sulla classe virtuale di un glossario delle figure retoriche più comuni, chiedendo agli studenti di trasformarle in immagini utilizzando App come Jam Board o Canva. Per esempio, le metafore presenti in Natale di Ungaretti – Non ho voglia/di tuffarmi/in un gomitolo/di strade –, si potrebbero facilmente rendere graficamente con quattro immagini: folla/tuffo, strade/gomitolo.
È utile prevedere un momento di esposizione e verifica, in cui correggere o consolidare i concetti, prima di procedere.

Fase 2. Introdurre il metodo
È il momento di introdurre il concetto di Caviardage e il metodo di lavoro:

1. Partire dal testo assegnato.
2. Selezionare le parole da “liberare”, in modo che formino un breve testo coerente.
3. Cancellare il resto, coprendo e decorando con immagini che esprimano visivamente il significato del testo che ha preso forma.

Fase 3. Al lavoro
A ciascun alunno è stata assegnata una tipologia di testo precedentemente preparato, secondo le capacità e i livelli di ogni studente. I testi narrativi risulteranno più semplici, quelli espositivi e giornalistici più complessi. Anche in questo caso si possono usare diversi strumenti e app, ma la più comoda risulta la Jam Board: il testo viene caricato come immagine, su cui si potrà lavorare selezionando le singole parole e coprendo le altre con l’inserimento di immagini Google.

Alziamo l’asticella: dopo una prima consegna libera, richiediamo per i nuovi Caviardage la presenza di una o più figure retoriche studiate.

Fase 4. Esposizione
Per esporre in maniera creativa le opere degli alunni, il docente potrà predisporre un museo virtuale, tramite Google presentazioni, all’interno del quale caricare le miniature dei Caviardage prodotti degli studenti. Un collegamento ipertestuale permetterà di aprire i singoli elaborati condivisi. Il tutor può organizzare un vernissage, dando la parola a ogni autore.

Alziamo l’asticella: chiediamo agli alunni di registrare, tramite lo smartphone, una mini guida alla propria opera, che ne spieghi la tecnica di realizzazione, il significato del testo e delle decorazioni. Il file audio sarà poi inserito all’interno del museo virtuale, a disposizione del clic di ogni visitatore.

Fase 5. Valutazione
I feedback sono elementi essenziali del processo di apprendimento, ma per essere efficaci devono essere frequenti, collocabili (gli alunni dovrebbero riuscire a rapportare la prestazione allo standard del docente) e correttivi (permettere di migliorare, comprendendo gli errori).
Per l’attività di cui abbiamo parlato finora, la valutazione deve riuscire ad attivare processi autovalutativi e metacognitivi. Per questo è essenziale premunirsi di:

una checklist, che guidi gli alunni a una riflessione del proprio operato in itinere;
una tabella di autovalutazione finale, che permetta di comprendere gli errori commessi e di evitarli in futuro;
una rubrica, che aiuti il docente a raccogliere quanto emerso delle conoscenze e delle abilità dimostrate dagli alunni nel corso dell’attività e di tradurle in voto.

Referenze iconografiche: carlos castilla / Shutterstock

Strumenti e Metodologie

Strumenti digitali
• Canva (App per l’elaborazione grafica)
• Jam Board (smart display per la condivisione online) 

Metodologie didattiche applicate
Modello SAMR

 

Luca Raina è docente di lettere nella Scuola secondaria di primo grado, formatore e autore. Ha collaborato con il Politecnico di Milano curando corsi sul Cloud Learning e sperimentando percorsi di didattica innovativa in ambito museale e sull'uso della robotica per la risoluzione dei conflitti. Autore di corsi dedicati all’uso delle Risorse Didattiche, delle Web App e alla didattica digitale, ha ideato e amministra il canale YouTube APP per PROF.

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