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Come lavora uno storico di Carl Gustav Hempel e Dario Antiseri

Lino Valentini

Come lavora uno storico

Autori: Carl Gustav Hempel, Dario Antiseri
Editore: Armando Editore, 2018
Pagine: 112

Il volume ripropone due saggi del passato di Carl Gustav Hempel e Dario Antiseri che ancora oggi invitano a riflettere, in maniera critica e argomentata, su temi della didattica della storia. Punto centrale e decisivo per comprendere i testi è la tesi dell’unità metodologica e scientifica condivisa sia dalle scienze umane che da quelle naturali. Pur distinguendo chiaramente gli ambiti di ricerca, la storiografia e la biologia, la sociologia e la fisica formulano teorie esplicative di una varietà di fatti. “Spiegare”, parola cardine delle analisi, significa risalire alle cause degli eventi, non in maniera accidentale o metafisica, ma ipotizzando razionalmente delle leggi universali in grado di legare e relazionare i fenomeni tra loro. Lo storico non deve limitarsi, secondo i due noti autori, a descrivere e narrare dei fatti, ma ha il compito d’evidenziare le leggi logicamente necessarie e empiricamente provate che regolano gli accadimenti, per dare valore nomologico e scientifico alla ricerca. I nemici da combattere risultano così essere sia l’idolatria e il feticismo dei meri fatti, indipendenti dalle capacità razionali umane di dedurli e comprenderli, sia lo psicologismo delle dottrine dell’empatia, che teorizzano un’immedesimazione immaginativa dello storico con i suoi personaggi ed eventi, sia, infine, il pericolosissimo ideologismo che ha già pronte spiegazioni preconcette e pregiudiziali. Certo, sostiene ancora Hempel riletto da Antiseri, non esistono spiegazioni e generalizzazioni storiografiche assolute e fisse: la verità dogmatica non è dominio della scienza; la fallibilità (Popper) e il senso critico devo spingere sempre lo storico a rivedere e ripensare le proprie affermazioni in un costante lavoro di spiegazione inferenziale. Il mestiere dello storico insegue quindi un intento nomologico-deduttivo capace di ricondurre a strutture logiche (leggi di copertura) eventi singolari e irripetibili per ricostruire razionalmente le problematiche condizioni iniziali di possibilità che causano lo scatenarsi degli accadimenti. Questa epistemologia della storiografia - ed è questa una delle lezioni del libro - ci mette in guardia dai rischi delle filosofie o teologie della storia che promettono di formulare teorie onnipotenti e totalizzanti che spesso diventano puri slogan che offuscano la mente e falsificano la realtà.

 

Lino Valentini è docente di Storia e Filosofia al Liceo classico “B. Zucchi” di Monza e formatore in numerosi corsi d’aggiornamento d’informatica e multimedialità finalizzati alla didattica.