Letture. Il genocidio degli armeni

Genocidio armeni

LIBRI IN CLASSE

I disobbedienti. Viaggio tra i giusti ottomani del genocidio armeno di Pietro Kuciukian
Armenia oggi. Drammi e sfide di una nazione vivente di Simone Zoppellaro
Il genocidio degli armeni di Marcello Flores 

Lino Valentini

I disobbedienti. Viaggio tra i giusti ottomani del genocidio armeno

Autore: Pietro Kuciukian
Editore: Guerini e Associati, 2016
Pagine: 224

Solo un viaggio nella memoria alla ricerca del bene nel tempo del “Grande Male” può salvare dalla follia e farsi terapia redentrice contro le violenze e gli orrori della storia: questo è il potente filo conduttore dell’ultimo libro di Pietro Kuciukian, I disobbedienti. Viaggio tra i giusti ottomani del genocidio armeno, Guerini e Associati, 2016, con prefazione di Marcello Flores. L’autore, figlio di un sopravvissuto del genocidio armeno (Metz Yeghern) del 1915, console onorario della Repubblica dell’Armenia in Italia e fondatore del Comitato per la foresta dei Giusti (Gariwo), ricostruisce, mediante un faticoso, originale e documentato uso delle fonti memoriali, le vicende di quei giusti ottomani capaci di disobbedire, dal 1915 al 1923, a proprio rischio e pericolo, agli ordini delle autorità turche, intente a pianificare e realizzare lo sterminio del popolo armeno. La distinzione tra i valorosi sudditi ottomani, capaci di non tradire la loro umanità, di rimanere fedeli ai principi della giustizia e dell’amicizia e di non sottomettersi al regime, e i barbari orrori praticati dal governo dei Giovani Turchi sulla popolazione armena, è la premessa morale e storica fondamentale che regge e sviluppa l’intera narrazione. I disobbedienti è innanzitutto un libro coraggioso che ha la forza di narrare e denunciare le terribili efferatezze del primo genocidio della modernità, a lungo dimenticato e ancora in gran parte ufficialmente negato. In secondo luogo, è una testimonianza “inopportuna” in quanto racconta dei “turchi buoni”, non commemorati dalla storia ufficiale turca, appartenenti a diversi etnie e con diverse occupazioni, che hanno soccorso, ospitato, salvato dai massacri famiglie, donne e bambini braccati e perseguitati. Da ultimo, è una storia di luminosa speranza che crede nella potenza catartica del bene, capace di aprire spiragli di dialogo fra persone e popoli, e di produrre una memoria, in special modo per le nuove generazioni, che deve farsi condivisa nel pieno rispetto della verità. Una lucida speranza capace di far superare ai figli e nipoti dei sopravvissuti sterili risentimenti, di insegnare a “perdonare senza dimenticare”, di costruire ponti con l’altro e di continuare a testimoniare le proprie radici.

Armenia oggi. Drammi e sfide di una nazione vivente

Autore: Simone Zoppellaro
Editore: Guerini e Associati, 2016
Pagine: 86

Il libro Armenia oggi. Drammi e sfide di una nazione vivente di Simone Zoppellaro, Guerini e Associati, 2016 con prefazione di Antonia Arslan, è una riuscita sintesi di storia e attualità, memoria e guida per conoscere e comprendere le radici, i valori, le aspirazioni di un intero popolo. L’autore, giovane ricercatore e corrispondente per l’Osservatorio Balcani e Caucaso, vissuto per due anni nella capitale Yerevan, ha una conoscenza diretta del paese e ne racconta la storia con la prospettiva, tutt’altro che scontata, di descrivere “un’altra Armenia” quella caucasica, nata dallo sgretolamento dell’URRS, naturale ponte fra Occidente e Oriente, incrocio, spesso drammatico, tra due civiltà. Senza dimenticare le indelebili pagine del genocidio dal quale il libro parte e l’ancora vivo scontro nel Nagorno-Karabakh che lo conclude, Zoppellaro si sofferma sull’attuale Armenia, in parte sconosciuta al grande pubblico. È la giovane Armenia, nuova Silicon Valley caucasica, capace di innovare nel settore della tecnologia dell’informazione e di farsi riconoscere a livello internazionale grazie ad un’eccellente formazione scolastica e professionale e ai prodotti di successo nel settore dell’IT, dai videogame ai droni. Un paese che ha commemorato il centenario del Medz Yeghern (Grande Male) con un mega concerto rock della band armeno-americana dei System of a Down, composta da quattro nipoti di quei tragici avvenimenti. Oggi l’Armenia è una repubblica indipendente di tre milioni di abitanti, alle prese con tensioni e problemi sociali, dalle proteste contro l’aumento del prezzo dell’energia elettrica alla contestata riforma pensionistica e all’arrivo di migliaia di profughi siriani, ma sempre capace di tenere ferma la barra della propria identità, senza perdere mai di vista la sua proverbiale gioia di vivere.

Il genocidio degli armeni

Autore: Marcello Flores
Editore: il Mulino, 2015
Pagine: 295

A distanza di 100 anni dal Metz Yeghèrn (il Grande Male 1915 - 1923) la nuova edizione, rivista e ampliata, di “Il genocidio degli armeni” di Marcello Flores, ripropone il tema del processo di riappropriazione, da parte della società turca e di tutta la comunità internazionale, di un passato storico ormai non più ignorabile e negabile. Superate le tradizionali chiavi di lettura storiografiche che contrapponevano una tesi della continuità (vicende in linea con la politica nazionalistica ottomana di fine ‘800), a una della contingenza (ruolo decisivo della Grande guerra), e dato per condiviso tra gli storici l’uso della termine genocidio (rifiutato solo dal governo turco), l’autore si propone di studiare le dinamiche oggettive dei fatti senza lasciarsi condizionare da sovrastrutture ideologiche e politiche.
Negli ultimi anni l’attenzione sul genocidio armeno è cresciuta producendo interessanti dibattiti, confronti e ricerche che aprono alla speranza di una memoria condivisa degli avvenimenti. Marcello Flores, docente di Storia comparata e Storia dei diritti umani all'Università di Siena, non si limita a divulgare i più recenti risultati della ricostruzione storica, alla luce anche della più aggiornate documentazioni, e a ben contestualizzare le vicende nello scenario internazionale, ma intende educare le giovani generazioni a un uso critico della storia della memoria, unica strada possibile per promuovere un futuro di tollerante riappacificazione tra i popoli, ancorato sulla forza della verità.

 

Lino Valentini è docente di Storia e Filosofia al Liceo classico “B. Zucchi” di Monza e formatore in numerosi corsi d’aggiornamento d’informatica e multimedialità finalizzati alla didattica.