Letture. Secondaria di Secondo grado

Giovane donna che legge

LIBRI IN CLASSE

La misura dellʼuomo di Marco Malvaldi
I Medici: Lorenzo il Magnifico di Michele Gazo
Avevano spento anche la luna di Ruta Sepetys

Paola Ducato

La misura dellʼuomo

Autore: Marco Malvaldi
Editore: Giunti, 2018
Pagine: 300

Il libro

La vicenda si svolge al Castello sforzesco di Milano durante il governo di Ludovico il Moro, il più splendido mecenate rinascimentale tra le corti del Nord Italia. Il denaro è uno degli attori centrali del romanzo: il signore di Milano profonde ingenti capitali per la dote della giovane Bianca Maria, promessa sposa allʼimperatore Massimiliano dʼAsburgo. Cosicché un rischio di insolvenza accerchia la filiale ambrosiana del Banco dei Medici; ma sarà soprattutto una lettera di credito falsa, trovata in tasca a un uomo assassinato, a creare un cuore “giallo” dentro questa narrazione storica.
Alla corte del Moro spicca Leonardo da Vinci, la cui genialità è oggetto di ammirazione tra realtà e leggenda: le sue macchine belliche, le armature “telecomandate” o le leve capaci di sollevare pesi immensi sembrano prodigi sovrumani. Tutti peraltro sanno che lʼartista-ingegnere tiene un taccuino “segreto”, sacro vademecum dei saperi scientifici più avanzati dellʼepoca. E il genio da Vinci si dovrà cimentare con unʼimpresa “impossibile”: in onore di Francesco Sforza, padre del signore di Milano, costruire un cavallo di enormi proporzioni, da rivestire in bronzo.

Scheda didattica

Periodo storico documentato: il Ducato di Milano nel periodo del suo massimo splendore rinascimentale, sotto lʼegida di Ludovico il Moro, alla cui corte nel 1482 si trasferì Leonardo da Vinci, proponendosi per le proprie capacità nel settore artistico e tecnico. Il romanzo sottolinea soprattutto il ruolo ingegneristico di Leonardo, in unʼepoca in cui re e signori investivano ingenti risorse nellʼammodernamento militare.

Lʼautore: Marco Malvaldi (1974) è un giovane scrittore di formazione scientifica. Essendo laureato in chimica industriale, lʼelemento tecnico-scientifico è un valore aggiunto della sua scrittura, in particolare nella Misura dellʼuomo. Autore di diversi romanzi in chiave poliziesca, Malvaldi dedica un romanzo storico “in giallo” allʼeclettica genialità leonardesca, offrendo al tempo stesso una serie di riflessioni sulle competenze e sul metodo scientifico sintetizzato dal modello di Leonardo.

Contenuto storico: alla fine del XV secolo in Italia si rafforza lʼapparato politico-militare delle signorie. Un processo che prevede lʼapporto di tecnici altamente specializzati tra cui, alla corte di Ludovico il Moro, giganteggia Leonardo. Sullo sfondo, un vivace affresco di re e dinastie signorili tra cui i Medici, gli Estensi, re Carlo VIII e lʼimperatore Massimiliano dʼAsburgo. Lʼaspetto economico svolge un ruolo cruciale nel romanzo: Ludovico ha investito molto denaro nelle attività di cui Leonardo è artefice ma, al tempo stesso, teme che lʼartista possa tradirlo cedendo a proposte più vantaggiose.

Stile narrativo: il racconto è in terza persona, con un “narratore onnisciente” che, a tratti, si rivolge direttamente al lettore contemporaneo per spiegare in dettaglio le credenze o argomentazioni pseudo-scientifiche tipiche dellʼepoca raffigurata.

I Medici: Lorenzo il Magnifico

Autore: Michele Gazo
Editore: Mondadori, 2018
Pagine: 508

Il libro

Il romanzo ha inizio a Firenze nel 1478, anno della congiura guidata dalla famiglia dei Pazzi. Muore Giuliano, mentre Lorenzo, pur gravemente ferito al collo, continua la sua corsa rocambolesca per mettersi in salvo.
Dallʼagguato comincia un lungo flashback narrativo per riprendere le storia dei figli di Piero il Gottoso e per spiegare come si sia arrivati alla congiura ordita e compiuta dai Pazzi. La vicenda è centrata intorno alla vita pubblica e privata di Lorenzo il Magnifico, ma lʼintera galleria della grande famiglia fiorentina riemerge spesso nella narrazione.
Piero, padre di Lorenzo, Giuliano e Bianca, ormai gravemente ammalato, è consapevole dellʼestremo pericolo che corre il “Banco” dei Medici ereditato dal padre Cosimo, sotto la cui guida era divenuto il più grande istituto di credito della penisola. Proprio il nome di Cosimo viene pesantemente ingiuriato da Jacopo dei Pazzi nel giorno del matrimonio di Lorenzo con Clarice Orsini nella chiesa di Santa Croce. Jacopo si rivolge sprezzantemente a Lorenzo dicendogli che Cosimo «ha corrotto lʼanima di Firenze… e noi Pazzi abbiamo dovuto assistere a ciò che ha fatto alla Repubblica». Una vera dichiarazione di guerra. Dʼaltronde, Jacopo Pazzi sa bene che Lorenzo intende rafforzare i legami con il papato, sostenitore del Banco dei Medici fin dalla fondazione, e che il suo matrimonio è solo unʼoperazione di politica finanziaria. Non a caso la fiction narrativa dedica ampio spazio anche allʼ“amor profano” della relazione tra Lorenzo e Lucrezia Donati.
Le pagine conclusive passano della vendetta contro la casata antagonista alla ferocia della repressione organizzata da Lorenzo. Secondo una nota lezione della storia, i colpi di stato, quando falliscono, rafforzano il potere contro il quale erano diretti. Così Lorenzo, forte dellʼappoggio incondizionato dei fiorentini, è ora più che mai saldo al potere. Forse però nei suoi celeberrimi versi rimane unʼeco della mestizia di quellʼorrore, insieme a tutta la precarietà dellʼesistere: «Quantʼè bella giovinezza, / che si fugge tuttavia. / Chi vuol esser lieto, sia: / del doman non vʼè certezza».

Scheda didattica

Lʼautore: Michele Gazo è un appassionato di fiction storica. Il suo primo romanzo, Il flagello di Roma, risale al 2013. Con I Medici: Lorenzo il Magnifico ha iniziato a collaborare con il mondo delle serie televisive.

Contenuto storico: i Medici e segnatamente Lorenzo il Magnifico hanno costruito con cura la propria reggenza politica a Firenze, riuscendo man mano a estendere il proprio dominio sullʼintero territorio toscano. Sono lʼincarnazione dello splendore del mecenatismo, e il romanzo restituisce in modo dettagliato questo contesto culturale, facendo muovere Lorenzo tra le figure degli amici, i filosofi Marsilio Ficino e Pico della Mirandola, i poeti Pulci e Poliziano, i pittori Sandro Botticelli e Benozzo Gozzoli. Allo stesso tempo, il lettore viene posto al centro delle congiure e dei conflitti derivanti dalla concorrenza tra il grande capitale bancario dei Medici e quello delle altre famiglie fiorentine, tra cui, in primis, quella dei Pazzi.

Valore didattico: la narrazione, comunque ampiamente romanzata, racconta in modo intrigante la grandezza e le zone dʼombra della signoria fiorentina. Lʼepoca di Lorenzo, età dellʼoro della cultura e delle arti, viene ricostruita attraverso immagini, citazioni di testi e di autori che affollano il vissuto quotidiano del protagonista.

Stile e modalità narrativa: romanzo raccontato in terza persona. La tecnica è quella di sovrapporre diversi piani narrativi. I vari moventi, cause e conseguenze delle vicende dei Medici sono presentati in una mescolanza di “giallo” e “rosa”.

Avevano spento anche la luna

Autore: Ruta Sepetys
Editore: Garzanti, 2011
Pagine: 298

Il libro

L’autrice rivela il momento storico e il luogo della vicenda nella prima pagina del romanzo: Lituania, 14 giugno 1941. Nellʼabitazione in cui la protagonista, la quindicenne Lina Vilkas, vive con il fratellino Jonas e la madre, fa irruzione la polizia sovietica, la famigerata NKVD, che annuncia che torneranno a prenderli dopo mezzʼora: un brevissimo lasso di tempo per raccogliere le cose più importanti per affrontare quella che sarà la loro deportazione.
Dopo settimane di viaggio, ammassati in un vagone-bestiame insieme a centinaia di altri ebrei lituani deportati come loro, il punto di arrivo è la Siberia, in un lager-kolkhoz per la coltivazione delle barbabietole, dove la vita è segnata dal ritmo del lavoro forzato, dal cibo scarso e stantio, da arbitrari atti di violenza quotidiana.
La giovane protagonista ha un rapporto forte, vitale con lʼhobby del disegno, unʼespressione di vita irriducibile: al terzo giorno consecutivo senza cibo, Lina si sente “divorare dentro”, e al tempo stesso soffre di non poter disegnare.
Nel corso di frequenti flashback emerge che Lina si esprimeva graficamente perfino facendo satira di Stalin, raffigurato come un triste clown, suscitando la reazione allarmata del padre. Nel momento in cui la famiglia Vilkas arriva nel lager, nel timore che i disegni della ragazzina possano rivelare sentimenti di protesta o di ribellione, il padre le vieta quindi di scrivere e, soprattutto, di disegnare. Eppure Lina continua a produrre, con un bastoncino nel terreno fangoso oppure, in qualche sera di particolare disperazione, tirando fuori lʼalbum che tiene nascosto nelle federe. Disegnare è l’unico gesto che può dare un senso allʼinferno quotidiano in cui è precipitata con la sua amata famiglia.
A Lina accade di innamorarsi, riamata, di Andryus. Tutte le relazioni costruite nel gulag dalla famiglia Vilkas si spezzeranno però nel momento in cui verranno nuovamente deportati, stavolta sulle sponde del mar Glaciale Artico. I rigori del terribile inverno artico e la denutrizione determinano la malattia e la morte di moltissimi deportati, tra cui la mamma della protagonista.
Anche Lina e Jonas si ammalano per la fatica e il freddo ma lʼarrivo del dottor Samodurov – unico nome reale nella fiction narrativa – riesce a salvare la vita di molti prigionieri. Una lettera datata 9 luglio 1954, scritta dalla protagonista, ci informa degli sviluppi: Lina si è sposata con Andryus e ora vive serenamente, pur conservando la memoria dellʼorrore e la volontà di continuare a testimoniare la verità anche in nome delle «tantissime vittime le cui voci sono state soffocate per sempre».

Scheda didattica

Periodo storico documentato: lʼinizio delle deportazioni degli ebrei lituani in Siberia, 14 giugno 1941, culminato nel loro genocidio.

Lʼautrice: Ruta Sepetys, nata a Detroit nel 1967, discende da rifugiati lituani. Il suo romanzo dʼesordio rompe il lungo silenzio con cui letteratura e storia hanno avvolto il genocidio delle comunità ebraiche dellʼarea baltica. Tradotto in dieci lingue, il romanzo le è valso molti riconoscimenti.

Il significato del titolo: la spietatezza del potere sovietico ha spogliato le vittime di ogni dignità e di ogni speranza. “Avevano spento anche la luna” nella notte senza fine della Siberia.

Contenuto storico: sappiamo dei milioni di vittime dei campi di concentramento e di sterminio del totalitarismo nazista, non altrettanto di quanto avvenuto in Europa orientale a seguito dellʼimperialismo stalinista e dello sterminio dei “nemici di classe” e degli oppositori politici (in questo caso, il movente non fu primariamente il razzismo). Sepetys documenta il genocidio pianificato e attuato da Stalin dal 1941 al ʼ45 nei confronti degli ebrei lituani, sottoposti ad inimmaginabili torture e sofferenze nei gulag in Siberia e, infine, sulle sponde del mar Glaciale Artico. «Si calcola che Josif Stalin – riporta lʼautrice nella postfazione – abbia fatto uccidere più di venti milioni di persone nel suo regno del terrore, e a seguito delle deportazioni Estonia, Lettonia e Lituania persero oltre un terzo della loro popolazione».

Valore didattico: si tratta di un tragico frammento di storia poco conosciuto, quasi assente dai manuali scolastici, che lʼautrice ha ricostruito sia attraverso testimonianze dirette dei sopravvissuti sia attraverso ricerche storiche.

Stile e modalità narrativa: Lina Vilkas è unʼadolescente che narra in prima persona la sequenza dei drammatici eventi. Il testo è denso di dialoghi serrati e incisive descrizione di ambienti e di personaggi. La visione è quella di una ragazza che riesce a sopravvivere al gulag, ma anche la storia di una comunità deportata e inghiottita nella notte senza fine dello stalinismo. La narrazione alterna vicende drammatiche a episodi di profonda umanità. La voce di Lina si eleva come a voler raggiungere “la luna” intrappolata nel cielo.

 

Paola Ducato è docente di Storia e filosofia presso il liceo Annibale Mariotti di Perugia. Ha svolto attività di formazione e aggiornamento per docenti ed è autrice di pubblicazioni di interesse didattico, tra cui Fotogrammi per la Storia. Attività laboratoriale per la didattica della Storia, Morlacchi, Perugia 2004; Sogno “lamericano”. Laboratorio cine-storico, e-book pubblicato nel 2007 sul sito ufficiale della FILEF, Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie, www.filef.info; Rifacciamo boom, viaggio nell'Italia “miracolata” nella prospettiva di EXPO 2015 edizione Guardastelle, Perugia, 2015.