Leggo perché mi va

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Una nuova opportunità didattica: il social reading

IL PROGETTO PEARSON-BETWYLL

Il social reading è una vera e propria opportunità didattica che consente agli studenti di leggere, scrivere e raccontarsi liberamente in un ambiente sicuro. Il progetto Pearson-Betwyll ha lo scopo di favorire il piacere della lettura nei ragazzi utilizzando il loro strumento più caro: lo smartphone. Scopriamo in questo articolo i dettagli dell’iniziativa e l’opera letteraria con cui avvieremo il progetto...

di Maria Vittoria Alfieri

Leggo perché mi va! Questo è quanto vorremmo sentirci dire dagli studenti.

I social network sono i luoghi che i ragazzi frequentano quotidianamente, in cui si svolge una parte consistente della loro vita sociale, luoghi in cui si incontrano, si raccontano e si confrontano. In cui si sentono proprio agio.
È proprio su questo concetto che si basa il social reading didattico, la pratica di lettura condivisa, attraverso cui gli studenti, all’interno di un ambiente digitale dedicato e opportunamente predisposto, possono leggere insieme un testo, commentarlo, discuterne secondo le regole e le dinamiche di interazione e comunicazione tipiche di tutti i social.

Il social reading costituisce una vera e propria opportunità didattica che mira a suscitare nei ragazzi un interesse autonomo nei confronti della lettura, innescando dinamiche di apprendimento che parlano la loro lingua e in grado di portarli a esprimere in modo spontaneo idee e opinioni sempre e ovunque, a raccontare e a raccontarsi oltre i limiti delle mura della scuola e oltre il suono della campanella. Con disinvoltura e senza pregiudizio, si sentiranno liberi di esprimere pensieri e punti di vista, lasciandosi catturare da letture e storie in cui sarebbe stato difficile coinvolgerli. Tutto attraverso brevi messaggi (massimo 140 caratteri) e soprattutto utilizzando il loro strumento preferito: lo smartphone.

Da non trascurare l’aspetto inclusivo del social reading come attivatore di dinamiche cooperative e collaborative efficaci che consentono a ciascuno di esprimersi e interfacciarsi con gli altri seguendo le proprie attitudini e il proprio modo di essere e fare.
Confronto, empatia, collaborazione sono infatti l’anima di tutto, i mattoni in grado di costruire attorno ai ragazzi un ecosistema che sfrutta le dinamiche del digitale per guidarli in attività formative per loro così naturali da essere percepite come ludiche, extrascolastiche.

Il social reading favorisce lo sviluppo di competenze disciplinari e trasversali

Dunque, motivazione alla lettura, ma non solo.
Le dinamiche di apprendimento che il social reading può attivare sono strategiche in quanto consentono una didattica sofisticata su diversi fronti e in diverse direzioni: verticalmente sull’asse dei linguaggi attraverso lettura-scrittura-riscrittura (grammatica, lessico, sintesi…) e trasversalmente su alcune competenze chiave strategiche, intese come combinazione di conoscenze e abilità, quelle competenze “di cui tutti hanno bisogno per la realizzazione e lo sviluppo personali, l'occupabilità, l'inclusione sociale, uno stile di vita sostenibile, una vita fruttuosa in società pacifiche, una gestione della vita attenta alla salute e la cittadinanza attiva”.

Competenze indispensabili a scuola e fuori scuola, spendibili per tutto l’arco della nostra vita, sia in un contesto di studio, sia professionale, sia privato. Competenze che la scuola ha l’obbligo di costruire mettendo i propri studenti in grado di esercitarle, alimentarle, renderle via via più sofisticate. A seconda delle letture e del tipo di lavoro che si desidera attivare, si potranno esercitare le 8 competenze chiave, con particolar riferimento ad alcune di esse che, indipendentemente dal tema e dall’argomento, sono sempre chiamate in causa. Si pensi per esempio alla Competenza alfabetica, alla Competenza sociale, alla capacità di Imparare a imparare, alla Competenza in materia di cittadinanza, alla Competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali e, non ultima, alla Competenza digitale, su cui vale la pena fare una riflessione.

La competenza digitale

L’utilizzo non governato della tecnologia da parte dei ragazzi e non solo ha forgiato un esercito di “smanettoni”. Siamo di fronte alla “generazione smartphone” che usa tanto, velocemente e male la tecnologia: in Italia, il 74% dei ragazzi tra i 14 e i 24 anni utilizza proprio lo smartphone per connettersi e navigare e accedere ai servizi . Ma quali? Che cosa fanno i ragazzi con lo smartphone?
Fanno in realtà poche cose con poche applicazioni. Nella gran parte dei casi infatti dichiarano di utilizzarlo per comunicare con gli altri, raccontare sé stessi, pubblicare e scrivere. Tutto praticamente sempre attraverso social network o strumenti di instant messaging (quasi tutti possiedono almeno un account Instagram e uno Whatsapp). L’utilizzo dello smartphone avviene principalmente fuori dall’orario scolastico (a parte la ricreazione) con un picco nel fine settimana. Guardare il cellulare è comunque l’ultima cosa che fanno prima di andare a dormire.

È proprio da queste riflessioni che nasce il progetto di social reading Pearson-Betwyll, che si pone l’obiettivo di offrire alla scuola e ai docenti nuovi strumenti per sperimentare una nuova didattica volta a guidare i ragazzi a diventare cittadini del web e a utilizzare con senso critico i device per muoversi con consapevolezza in contesti complessi come e più della realtà analogica, conoscendone rischi, opportunità e dinamiche. Cittadini del web, in tal senso, non si nasce, ma si diventa.

Il progetto Pearson-Betwyll

Betwyll è un’applicazione per smartphone che nasce con lo scopo di consentire attività come quelle sopra descritte. Pearson e Betwyll si sono dunque unite per realizzare un progetto condiviso e aperto che vuole offrire ai docenti di tutta Italia l’opportunità di cimentarsi con tale metodologia didattica, sperimentandola con la propria classe ma anche attivando un dialogo con docenti e studenti di altre classi di altre città.

Il progetto, iniziato a ottobre 2018, durerà fino a marzo 2019 ed è strutturato in due fasi: una preparatoria e una operativa. I testi che verranno letti per questa prima edizione sono alcune novelle di Pirandello.

La fase preparatoria-formativa (ottobre-gennaio) è rivolta ai soli docenti e prevede una serie di webinar dedicati, ai quali si affianca una stanza di lettura condivisa (il testo scelto è la novella Il treno ha fischiato) in cui cimentarsi e iniziare a prendere confidenza con lo strumento e con la didattica che esso implica. Tutto questo interagendo e lavorando gomito a gomito con gli “animatori” Pearson-Betwyll che saranno sempre presenti per suggerire attività e interagire con i docenti che, per una volta, vestiranno i panni degli studenti in modo da acquisire le competenze necessarie per diventare poi loro stessi protagonisti animatori della comunità più ampia quando saranno coinvolti anche i ragazzi.

La fase operativa. Come funziona?
La fase operativa durerà sei settimane, durante le quali verranno lette sei novelle di Pirandello (una a settimana) secondo un calendario condiviso, che garantisce appunto la possibilità di leggere e commentare tutti lo stesso testo nello stesso periodo.
All’interno della grande stanza di lettura anche in questo caso saranno sempre presenti gli animatori Pearson-Betwyll che, se necessario, potranno intervenire lanciando attività o giochi ma in modo mai invasivo, così da lasciare ai docenti e agli studenti tutto lo spazio per essere loro i veri protagonisti. Ma non finisce qui.
Per garantire formazione e assistenza permanenti, durante le 6 settimane, i docenti avranno a disposizione due ulteriori strumenti: i webinar in cui analizzare insieme e riflettere su quanto sta accadendo nella stanza di lettura e che anticipano la lettura successiva. Parallelamente, rimarrà sempre aperta la stanza di training per i soli docenti, in cui, in parallelo a quella degli studenti, verrà letta la medesima novella nella medesima settimana. In questo caso però gli spunti didattici e operativi degli animatori Pearson-Betwyll saranno più strutturati in modo da fornire possibili spunti operativi che i docenti potranno poi “rilanciare” autonomamente nella grande stanza degli studenti.

Che cosa leggeremo: Pirandello, Novelle per un anno
Perché proprio questa scelta?
Questa raccolta risulta quanto mai attuale, per tante ragioni. In primis il pubblico a cui Pirandello si rivolge: un lettore non appassionato probabilmente, da coinvolgere e da appassionare, un pubblico disinteressato da interessare, un pubblico che non sa ma che ha bisogno di sapere. Così, compaiono sul “Corriere della Sera”: ogni novella due colonne e non di più. Quindi anche Pirandello aveva un vincolo di lunghezza, esattamente come i twyll da 140 caratteri, e la necessità di utilizzare un linguaggio comprensibile in grado di trascinare il lettore, di comunicargli idee e pensieri.
Pirandello vuole che le persone siano consapevoli: meglio sapere che non sapere. Così cerca di portare avanti il suo obiettivo attraverso lo strumento che meglio sa usare, la lingua. Una scrittura veloce, quasi frenetica, in cui mette in atto strategie formali e soluzioni stilistiche perfette per un lettore potenzialmente distratto. Utilizza titoli che vengono reiterati nel testo, cambia linguaggio e passa da uno stile all’altro senza colpo ferire. Una scrittura quasi frammentata, come frammentati sono i tanti contenuti in cui anche oggi ci troviamo a muoverci, ma che ha una sua dinamica perfetta. Le novelle sono testi sufficientemente brevi da non “annoiare” il lettore meno esperto, sono componimenti autoconclusi che veicolano messaggi precisi e chiari, non spaventano ma coinvolgono.
Balzi avanti e indietro nel tempo, incipit che portano il lettore in medias res, stili e linguaggi che cambiano continuamente. Tutto sembra strano ma tutto è perfetto.
E quel pubblico a cui si rivolge ci ricorda i nostri ragazzi, anche loro spesso distratti o poco interessati all’arte della lettura, forse perché non la conoscono, o la rifiutano a priori perché non ne hanno compreso a fondo il piacere e l’opportunità.
Letture brevi che finiscono prima che i ragazzi possano stancarsi, ricche di spunti e di collegamenti al mondo di oggi, giochi retorici, personaggi grotteschi, caricaturali, che sicuramente piacciono al giovane lettore.
Dunque queste le principali ragioni della scelta di Pirandello.

Le sei novelle che proporremo sono:

  • La patente
  • Il treno ha fischiato
  • Ciàula scopre la luna
  • Marsina stretta
  • La morte addosso
  • La carriola

Come si partecipa?

Per partecipare al progetto basta andare su pearson.com/betwyll e seguire le indicazioni per aderire con la propria classe. Scaricando l’applicazione Betwyll e registrandosi si potrà subito iniziare a twyllare e a fruire dei vari spunti didattici.
Vedrete che è tutto molto semplice e intuitivo, più facile da “fare” che da raccontare.
A questo punto non vi resta che sfruttare le opportunità didattiche messe a disposizione dall’applicazione e creare una grande community di lettori che sicuramente si appassionerà al più bel “passatempo” del mondo: la lettura.

 

Maria Vittoria Alfieri: esperta di digital education e di innovazione, da oltre 20 anni si occupa di nuovi modelli di apprendimento progettando strumenti e contenuti per una didattica potenziata dal digitale. È consulente per i progetti innovativi e le strategie editoriali digitali Pearson Italia e Docente presso il Master di editoria cartacea e digitale dell’Università Cattolica di Milano.