Progetti capovolti

Rovesciare i tempi dell'insegnamento e dell'apprendimento con il flipped learning

FLIPPED CLASSROOM

Contrariamente a quanto si possa immaginare, è proprio nella scuola primaria che la didattica capovolta può diventare un concreto esperimento di apprendimento attivo.

di Rodolfo Galati

Contrariamente a quanto si possa immaginare, è proprio nella scuola primaria che la didattica capovolta può diventare un concreto esperimento di apprendimento attivo, sia per la fascia d'età dell'utenza scolastica sia grazie all'orario di servizio praticato dal personale docente dell’ordine in questione, perché solitamente è meno frammentato rispetto a quello svolto dai corrispettivi colleghi degli ordini superiori. Il tempo di permanenza prolungato nella stessa aula e con il medesimo gruppo di alunni può consentire al docente di promuovere attività di studio e approfondimento in classe proprio durante il tempo scuola.

Inoltre nella scuola primaria è auspicabile che l'aula non sia vissuta come un semplice luogo di “trasmissione” delle nozioni, ma principalmente come uno spazio dove fare esperienza, esplorare la conoscenza e lavorare “mani in pasta” in modo attivo, anche per imparare a studiare. D'altronde tocca proprio ai docenti della scuola primaria investire tempo e risorse per aiutare i propri alunni a sviluppare un metodo di studio che è opportuno si strutturi in corrispondenza con l'esordio dello studio delle discipline di storia, geografia, scienze, ecc...

Studiare quotidianamente con i propri alunni per renderli consapevoli dei propri stili cognitivi, alla ricerca di strategie di apprendimento personali efficaci, non è un compito nuovo per il docente della scuola primaria e tanto meno dovrebbe essere considerato una metodologia capovolta per la scuola. Sono compiti istituzionali dell'insegnante (e non per forza di derivazione montessoriana) preparare e organizzare l'ambiente scolastico, osservare e conoscere i propri alunni, stimolare e orientare il loro apprendimento, considerandone i tempi e i ritmi di ciascuno, valutando non solo il risultato prodotto, bensì aspetti quali la capacità di scelta e di realizzazione autonoma di un lavoro, il rapporto con gli altri e il rispetto delle regole, lo spirito d'iniziativa, la conoscenza di un argomento, la creatività e l'efficacia nel risolvere problemi e proporre soluzioni.

La didattica capovolta è un modello pedagogico di scuola-laboratorio in cui la fase teorica della lezione e quella pratica dell'applicazione perdono la loro abituale scansione temporale. La scuola primaria è certamente una scuola flipped se è una scuola del fare, dove le attività degli studenti vengono poste al centro del processo di apprendimento (classe= comunità operante per Freinet), se propone lezioni a posteriori che, sempre per citare Freinet, non si esauriscano solo nel momento dell'acquisizione delle informazioni trasmesse dal docente, ma si trasformino in opportunità di problem solving e approfondimento partendo dalle curiosità e dalle domande spontanee degli alunni.

Nel corso di quest'anno scolastico con i miei alunni di quarta abbiamo lavorato sul metodo scientifico e sulla centralità dell'esperimento per dimostrare le nostre ipotesi. Dopo un paio di esperimenti in classe proposti dal sottoscritto, gli alunni hanno iniziato a chiedermi se potevano portare loro stessi a scuola materiali, ingredienti e attrezzi per condurre esperimenti e quindi anticipare a casa, in autonomia e responsabilità, la preparazione delle attività necessarie per suffragare le loro ipotesi per poi formalizzarle scientificamente in classe in modo cooperativo con compagni e docente.

La conduzione di questa esperienza di scienze che ho denominato “Esperimenti casalinghi” può essere certamente connotata come didattica capovolta e ha ottenuto interessanti risultati sul piano della motivazione e dell'inclusione. In aula ho potuto dedicare maggior tempo per affrontare questioni specifiche, per creare occasioni di espansione del pensiero scientifico, di arricchimento, di approfondimento, di dialogo e di attenzione costante e personalizzata nei confronti degli allievi che di volta in volta si succedevano nella serrata turnazione che si creava intorno all'appuntamento dell'esperimento rivelatosi sempre un'occasione preziosa di apprendimento significativo per tutti noi.

In tutto questo discorso cosa c'entra la tecnologia, visto che la flipped classroom (classe capovolta) è presentata come una metodologia didattica supportata dalla tecnologia? Nel caso degli “Esperimenti casalinghi”, nella fase di presentazione del lavoro, sono stati visualizzati in aula video e filmati presenti su youtube che illustravano esperimenti scientifici e ciò ha creato molta curiosità tra gli alunni a tal punto che andavano spontaneamente a rivederli anche a casa con i loro genitori. Inoltre, ho fatto sempre video-riprendere dagli alunni stessi gli esperimenti proposti in classe e, previa autorizzazione da parte dei genitori, abbiamo deciso di rendere disponibili in rete anche le nostre riprese, creando una sorta di rubrica scientifica che diventerà un appuntamento da blog. Ma gli argomenti disciplinari che si decide di trattare possono essere anticipati anche con contenuti non digitali, ovvero con slide, mappe, libri e riviste, senza escludere numerose realtà e molti colleghi che non possono, purtroppo non per loro responsabilità, vantare il possesso di dotazioni tecnologiche adeguate!

Per approfondire: la videolezione

 

laptop

 

Rodolfo Galati è insegnante esperto di tecnologie dell'istruzione e dell'apprendimento, formatore per enti autorizzati MIUR e autore di libri di didattica.