Parliamo di Circle Time

La pratica per stimolare la cooperazione tra tutti i componenti del gruppo

DIDATTICA INCLUSIVA

Adattato da Nessuno escluso, Rosita Folli, Pearson Italia 2014.
Per stimolare l'interazione tra bambino e bambino, incentivare la conoscenza reciproca e una comunicazione aperta e condivisa, e creare un clima sereno e di reciproco rispetto una buona pratica da utilizzare in classe potrebbe essere quella del circle time.

di Rosita Folli

Il simbolo del cerchio

Non è un caso che in tutte le società cosiddette “primitive”, i gruppi si radunassero in cerchio (spesso accanto al fuoco) per parlare, scambiarsi idee, prendere decisioni, narrare storie. Il cerchio è una figura che richiama l’“equivicinanza”, la coesione, la parità e implica il contatto visivo diretto fra tutti i suoi componenti.

La “tavola rotonda”, oltre a richiamare cavalieri senza macchia e senza paura, trova oggi applicazione in dibattiti pubblici, conferenze e tutte quelle situazioni in cui non sia prevista una figura di leader che si ponga al centro, ma piuttosto una leadership diffusa e condivisa. Ognuno in un cerchio è importante quanto gli altri e a ognuno è dato il diritto di parola in modo paritetico.

A scuola spesso non è così. In un setting tradizionale, l’insegnante è il punto focale verso cui tutti guardano e si stimola generalmente l’interazione fra bambino e insegnante piuttosto che quella trasversale da bambino a bambino. 
Prendersi uno spazio speciale come quello del circle time può essere un’occasione per uscire dagli schemi, dare un messaggio non verbale attraverso il setting, ma anche per dichiarare con forza che intendiamo ricercare la cooperazione fra tutti i componenti del gruppo.
Gli obiettivi sono: la conoscenza reciproca, la comunicazione aperta e condivisa e la creazione di un clima sereno e di un reciproco rispetto; con il circle time si impara a discutere insieme, accettando come ugualmente importanti e valide le opinioni di tutti.

Organizzare il circle time

Sarebbe opportuno fissare un giorno e un orario per il circle time, in modo che diventi un appuntamento fisso, almeno per un certo periodo, e che i bambini si abituino ad avere un momento di confronto per il quale, via via, si arriverà a esprimersi con libertà e sicurezza di sé.
Potrebbe trattarsi dell’inizio della settimana insieme: in questo caso si potrebbero presentare le attività che si andranno a svolgere in classe e ascoltare gli eventuali commenti e proposte dei bambini. Diversamente, si potrebbe organizzare alla fine della settimana, per commentare quanto è accaduto e ascoltare proposte per soluzioni di eventuali situazioni conflittuali emerse nel frattempo.

Gli argomenti di ogni circle time verranno proposti durante la settimana attraverso bigliettini che saranno imbucati nella casella postale della classe.

All'inizio di ogni incontro si deciderà di che cosa parlare (potete stabilire se la decisione sull'argomento viene presa per alzata di mano, o per consenso, anche se questo ha bisogno di molto tempo. Noi vi consigliamo di usare il metodo del consenso, che prevede cioè che si arrivi all’unanime accordo, per decidere le cose più importanti che implichino azioni o impegni che si prendono insieme come classe). 
L’argomento può essere qualsiasi cosa che interessi a qualcuno della classe condividere o discutere insieme ai compagni e all’insegnante.

Passo dopo passo

Come primo passo spostate con gli alunni i banchi della classe per fare un cerchio di sedie (o se siete fortunati e avete dei cuscini, potete prevedere un cerchio fatto di cuscini su cui sedersi) e invitate i bambini a prendere posto.
Portate una palla morbida o un qualsiasi altro oggetto che possa fungere da “testimone”: solo chi ce l’avrà in mano potrà parlare. In questo modo eviteremo la sovrapposizione di voci.
Spiegate che quello appena creato sarà il “cerchio della condivisione” e che durante un'ora (o il tempo che vorrete dedicare): “non studieremo niente di specifico, ma impareremo gli uni dagli altri e utilizzeremo il tempo per risolvere problemi, per migliorare il clima della classe, per raccogliere idee e proposte interessanti, per dirci come stiamo, ecc. Il tutto in un clima di ascolto reciproco. Le regole sono: parla solo chi ha in mano la pallina (o l’oggetto-testimone) e si cerca di stare in tema”.

Alla fine di ogni circolo chiederete ai partecipanti di mimare con il viso se l'incontro è stato interessante, noioso, faticoso, bellissimo, triste, così così, strano...

La verifica del circle time

Dopo alcune settimane in cui con la classe praticate il circle time, non dimenticatevi di fare un momento di verifica dell'azione: cosa ne pensano i bambini del circle time? E noi docenti? È un momento piacevole o faticoso? Siamo soddisfatti del nostro modo di comunicare e di partecipare? Ci sembra interessante quello che gli altri dicono? Ci sono alcune difficoltà? Che cosa stiamo imparando da quest'esperienza? È utile continuare?
In questo modo si può eventualmente “aggiustare il tiro” e introdurre varianti per venire incontro alle esigenze della classe.

 

Rosita Folli è formatrice e consulente didattica, lavora nelle scuole e con le amministrazioni locali a percorsi di educazione alla sostenibilità e progettazione partecipata. È inoltre counsellor psico-sociale, titolo conseguito presso il centro di Psicologia e Analisi Transazionale di Milano. È oggi autrice e consulente per Pearson Italia.