La didattica per competenze: una formazione di qualità in risposta a differenti bisogni educativi

Costruire un “curricolo” verticale, unitario e inclusivo

DIDATTICA PER COMPETENZE

L’accesso ai saperi è facilitato da atteggiamenti positivi verso l’apprendimento: la motivazione, la curiosità, l’attitudine alla collaborazione sono aspetti che integrano le conoscenze e valorizzano gli stili individuali per la piena realizzazione della persona. Per questo la scuola deve considerare metodologie didattiche capaci di valorizzare l’apprendimento centrato sull’esperienza e sul gruppo.

di Margherita Bellandi

La progettazione è il presupposto di ogni proposta formativa di qualità e richiede capacità di pensare strategicamente, correlare i fattori complessi dei processi di apprendimento e insegnamento. Un lavoro complesso che si attua in percorsi di breve, medio e lungo termine e che si viene articolando nell'organizzazione degli ambienti e delle attività, nella scelta delle metodologie, nella produzione dei materiali, nella verifica degli esiti, nella valutazione e nell'analisi lei livelli di sviluppo delle competenze.

Ogni singola realtà scolastica è un laboratorio, un centro di ricerca organizzativa, educativa e didattica, nel quale si definiscono collegialmente le condizioni per progettare azioni formative efficaci e significative. Attraverso il dialogo, il confronto aperto e la co-progettazione si realizza la scuola inclusiva che coinvolge tutti gli attori del processo e crea un contesto accogliente e stimolante, caratterizzato da relazioni e opportunità di dialogo, esperienze condivise di apprendimento e di crescita di personale.

Per favorire l’apprendimento “per ciascuno” i docenti (ma anche gli esperti esterni e gli educatori) devono costruire un “curricolo” verticale, unitario e inclusivo. Tale curricolo deve rendere espliciti gli interventi didattici, l’organizzazione dello spazio e del tempo, la scelta dei materiali e delle risorse e si deve poter monitorare secondo una logica temporale a lungo, medio e breve termine.
La normativa vigente, nazionale e sovranazionale, propone come ultima e più alta finalità della scuola la formazione della persona, correlandola a traguardi formativi, definiti prima a livello europeo e poi a livello nazionale, e ad obiettivi di apprendimento, presentati come tappe intermedie del percorso di crescita individuale.

Gli insegnanti hanno dunque estrema libertà progettuale, sempre però finalizzata al fornire strumenti che permettano la maturazione autonoma di cittadini responsabili. La progettazione esplicita, formalizza e codifica una modalità di agire formativa, nel rispetto dell’autonomia dei docenti, dei bisogni degli allievi, in una prospettiva di pluri e interdisciplinarietà.

L'introduzione nella scuola del curricolo e dei profili di competenza, in concomitanza con altre innovazioni normative, ha affidato ai docenti nuove responsabilità di progettazione e di organizzazione autonome e collegiali della didattica.

Facendo riferimento all’originalità degli allievi, partendo dalle competenze da promuovere, analizzandole, descrivendole in una struttura tassonomica, si possono individuare gli aspetti che caratterizzano e diversificano abilità cognitive, conoscenze, strategie personali, stili individuali e motivazioni. Da questo quadro teorico di riferimento – considerando che l’apprendimento non è un fatto individuale ma contestualizzato, da inserire in una dinamica d’interazione sinergica insegnamento-apprendimento – si possono evincere le strategie per insegnare con ricadute positive sui processi di sviluppo degli studenti, strategie che non possono essere considerate come immutabili, universalmente valide e passivamente applicate o replicate, ma che vanno ripensate e rilette in modo dinamico.

Le competenze si sviluppano in relazione all’esperienza (non solo scolastica), si modificano e integrano nel tempo, e la scuola è il luogo privilegiato in cui le esperienze vengono progettate in maniera coerente da docenti teoricamente e operativamente consapevoli, predisponendo situazioni stimolo adatte ai bisogni di ciascun allievo, sempre fornendo sollecitazioni e feedback necessari allo sviluppo dell’autonomia di pensiero e di azione.

Il nostro sistema scolastico assume come orizzonte di riferimento progettuale il quadro delle competenze per l'apprendimento permanente definito dal Parlamento Europeo e dal Consiglio dell'Unione Europea, e queste competenze vengono riferite alle discipline di insegnamento e al pieno esercizio della cittadinanza che ciascun studente deve mostrare di possedere al termine del Primo ciclo di istruzione.

Il conseguimento delle competenze per l’apprendimento permanente costituisce l’obiettivo generale del progetto formativo di una scuola di qualità.

 

Margherita Bellandi, laureata in Lingue, è stata insegnante di Scuola primaria e secondaria, Supervisore ed Organizzatore del tirocinio presso l’Università di Firenze. Si occupa di formazione, editoria scolastica, ricerca e sperimentazione, segue alcuni istituti autorizzati dal MIUR a sperimentare percorsi quadriennali di secondo grado.