L’educazione civica digitale

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La scuola del presente guarda ed educa al futuro

EDUCAZIONE DIGITALE

La scuola dei nuovi cittadini digitali? È una fucina di idee, cultura, creatività, valori. Il docente, facilitatore nel processo di consolidamento e potenziamento delle competenze, è un professionista che cura con attenzione il proprio aggiornamento ed educa ad imparare ad imparare.

di Sandra Troia

Presto l’offerta formativa della scuola si arricchirà con esperienze di apprendimento di educazione civica digitale. Perché? Per rispondere alle esigenze di soggetti che esercitano una nuova cittadinanza analogico-digitale. Nuove tendenze stanno trasformando profondamente il settore dell’educazione. L’EPSC (European Political Strategy Center) le ha individuate e descritte nella pubblicazione “10 Trends. Transforming education as we know” .
Il mondo che abitiamo cambia velocemente e la scuola deve saper tenere il passo puntando su un aggiornato corredo di competenze degli studenti e del personale della scuola[1].

Tutti sperimentiamo quotidianamente che l’apprendimento è un processo che dura per tutto l’arco della vita e che per formare e formarci facciamo un uso sempre più diffuso di strumenti, supporti e competenze digitali.
Abbiamo la necessità di “imparare ad imparare” per governare da protagonisti un cambiamento costante che investe tutti gli ambiti della nostra vita.
Per acquisire autonomia e spirito critico i soggetti in formazione devono poter essere attivi nell’esperienza di apprendimento, sperimentare, confrontarsi con più discipline integrate, misurarsi con compiti e progetti concreti analogico-digitali connessi al mondo reale. Nuovi temi, quelli dell’educazione civica digitale, necessitano di entrare in classe e caratterizzare la proposta formativa.

Chi governa Internet? Cosa si intende per neutralità̀ della Rete? Abbiamo dei diritti in Internet? Com’è cambiata la partecipazione e la democrazia ai tempi della Rete?
Sono questi alcuni dei quesiti con cui studenti, genitori, docenti “crescono” come cittadini digitali.
L’esperienza d’apprendimento a scuola non può trascurare di educare al sapersi muovere e comportare in Rete, alla cura della reputazione nei media e a gestire i rischi online (hate speech, cyberbullismo, bufale). Sono necessarie specifiche competenze digitali per cercare, analizzare, verificare e utilizzare correttamente l’informazione. Cosa sappiamo, per esempio, del filter bubble?
Con l’uso di account che operano in modo automatico (bot), oggi è facile disinformare; con l’uso di algoritmi, i social media possono creare potenti camere d’eco, rinforzando credenze, visioni, animosità e influenzare l’opinione pubblica.
Una democrazia per essere sana deve poter contare su cittadini con competenze (media literacy) che consentano loro di discernere tra informazioni attendibili e non attendibili.

I nuovi cittadini digitali oggi a scuola sono, presumibilmente, destinati a vivere un mondo che punterà su “Dati e Intelligenza Artificiale”. Come possiamo preparali? Come si relazioneranno con le macchine in ambito lavorativo? Sembra un quesito da film di fantascienza…ma è già presente!

Sophia, un robot con sembianze umane realizzato dall’azienda Hanson Robotics, lo scorso ottobre ha ottenuto la cittadinanza del Regno dell'Arabia Saudita .
Non c’è dubbio: il digitale e le macchine hanno modificato e modificheranno il mondo del lavoro. Il punto è: in quale direzione? Risulteranno determinanti le scelte politiche e le influenze culturali. Siamo noi stessi a contribuire in modo significativo al modo in cui le tecnologie si integreranno e influenzeranno nostre vite. Per questo è necessario ripensare l’offerta formativa puntando sull’educazione civica digitale. Essere competenti digitali vuol dire, anche, poter partecipare ed esercitare attivamente la cittadinanza.

L’EPSC, nella sopracitata pubblicazione, suggerisce di scegliere come terreno della competizione uomo-machina: creatività, problem solving, negoziazione, adattabilità, pensiero critico, lavoro collaborativo, empatia, emozioni e comunicazione interculturale. Non a caso una delle aree tematiche individuate dal MIUR per il curriculum di Educazione Civica Digitale è appunto Cultura e Creatività̀ Digitale.

Il compito più importante affidato oggi alla scuola è “imparare ad imparare” a riconoscere i nuovi bisogni dei cittadini digitali e a valorizzarne i talenti, a contribuire a governare il cambiamento puntando sulle competenze, a favorire l’incontro tra tecnologia e valori per un ambiente digitale che sia a disposizione della più autentica e proficua collaborazione.

 

NOTE
[1] L’Avviso pubblico per lo sviluppo delle competenze di “cittadinanza digitale” a supporto dell’offerta formativa richiama l’attenzione, in particolare, sul modello europeo delle competenze digitali dei cittadini DigComp 2.0. A questo si affiancano i framework DigCompEdu (per le competenze digitali dei docenti) e DigCompOrg (dedicato alle competenze digitali delle organizzazioni che si occupano di formazione).

Per approfondire: la videolezione

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Sandra Troia, docente, progettista di esperienze di apprendimento sulla cittadinanza digitale per studenti, genitori e docenti, curatrice di www.cittadinanzadigitale.eu