Il RAV e le competenze di cittadinanza

RAV e competenze chiave cittadinanza

Come definirle, descriverle e valutarle?

DIDATTICA PER COMPETENZE

Il contributo ha l'intento di chiarire cosa si intenda per competenze chiave di cittadinanza, così come richiede il Rapporto di AutoValutazione e il conseguente Piano di Miglioramento. 

di Tommaso Montefusco

Nel RAV, nella sezione relativa agli esiti, al paragrafo 2.3, c'è l'area riguardante le competenze chiave di cittadinanza, sulle quali la scuola deve operare una riflessione autovalutativa.
Ma, mentre per tutte le altre 10 aree l'INVALSI fornisce degli indicatori precisi ed espliciti, per quest'area non ne fornisce di ugualmente definiti ed espliciti.
Come elaborare, allora, gli indicatori? Come predisporre le rubriche di valutazione? Come indicare i punti di forza e di criticità? Sulla base di quali indicatori individuare gli obiettivi di processo e i traguardi misurabili nel PDM?

Il MIUR, nel marzo del 2017, ha pubblicato il Rapporto di Autovalutazione. GUIDA all’autovalutazione, che, rispetto alla precedente edizione del 2014, presenta delle novità sostanziali in tema di competenze chiave europee.
Nel 2014 si parlava di competenze chiave e di cittadinanza, con riferimento evidente ai due diversi documenti: la Raccomandazione europea del 18/12/2006 sulle competenze chiave per l'apprendimento permanente e il D.M. 139/2007 sulle Competenze chiave di cittadinanza da possedere alla fine dell'obbligo d'istruzione.
Nell'ultima edizione del marzo 2017 si scioglie questa dicotomia e si propende decisamente per le competenze europee già poste a base della Certificazione delle competenze alla fine della Scuola primaria e alla fine del 1° ciclo d'istruzione.
Altro aspetto di grande interesse e differenza rispetto all'edizione 2014 della Guida, questa volta si indicano chiaramente quali siano le competenze-focus da porre sotto osservazione in tema di cittadinanza:

  1. competenze sociali e civiche
  2. competenze digitali
  3. spirito di iniziativa e imprenditorialità
  4. imparare ad apprendere

Poi la Guida rivolge alle scuole alcune domande-stimolo per individuare i punti di forza e di debolezza:

  1. La scuola valuta le competenze di cittadinanza degli studenti (es. il rispetto delle regole, lo sviluppo del senso di legalità e di un’etica della responsabilità, la collaborazione e lo spirito di gruppo)?
  2. La scuola adotta criteri di valutazione comuni per l'assegnazione del voto di comportamento?
  3. La scuola valuta le competenze chiave degli studenti come l’autonomia di iniziativa e la capacità di orientarsi? In che modo la scuola valuta queste competenze (osservazione del comportamento, individuazione di indicatori, questionari, ecc.) ?
  4. Qual è il livello delle competenze chiave e di cittadinanza raggiunto dagli studenti nel loro percorso scolastico? Ci sono differenze tra classi, sezioni, plessi, indirizzi o ordini di scuola?

Si tenga conto, inoltre, che il MIUR, in riferimento al PDM, con nota n. 7904 del 01-09-2015, a pag. 5, suggerisce:
Lavorare sui nessi tra obiettivi di processo e traguardi di miglioramento.

Ma tutto questo non si può fare senza aver prima individuato:

  1. Una precisa descrizione delle competenze chiave europee.
  2. Dei precisi indicatori delle stesse, oltre quelli suggeriti dalla Guida.
  3. Delle precise rubriche di valutazione delle medesime competenze europee di cittadinanza.

Per la sua miglior resa, il percorso necessita dell’attivazione di nuove buone pratiche didattiche, in particolare di quelle di natura laboratoriale. Queste infatti sono certamente finalizzate all'apprendimento delle conoscenze, ma che, al tempo stesso, inducono l'allievo a cimentarsi in attività, in percorsi, in riflessioni, in comportamenti, in procedure, in adattamenti al contesto, a misurarsi con altre persone a partire da se stesso, a mettere in gioco le proprie abilità cognitive ma anche di rielaborazione, di "riuso" delle conoscenze possedute o in fase di acquisizione, per la soluzione dei problemi che si trova dinanzi
Nelle nostre scuole, in molte classi, è certamente praticata di frequente la didattica laboratoriale.
Ma in molti casi, non in tutti certamente, manca la consapevolezza di avere tra le mani "lo strumento" che conduce progressivamente e in tempi medio-lunghi all'acquisizione delle competenze e, pertanto, non le si osservano sistematicamente né si valuta il loro livello di acquisizione.
Lo strumento che conserva la memoria di ogni singola azione di osservazione/monitoraggio e della conseguente valutazione è rappresentato da due rubriche:

  • la rubrica di valutazione delle competenze chiave europee;
  • la rubrica di valutazione del prodotto (un cartellone, un Powerpoint, un video, una relazione, una lezione alla classe, un'intervista, la partecipazione ad un debate, la produzione di un racconto, una drammatizzazione, ecc.);
  • inoltre vi è anche la rubrica di autovalutazione.

Tutto ciò considerato, nel webinar diventa utile lo scambio di idee, il chiarimento dei dubbi, delle perplessità e diventa altrettanto utile impostare insieme, in un laboratorio virtuale, la redazione di UDA e rubriche dedicate alle competenze chiave di cittadinanza.

Per approfondire: la videolezione

 

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Tommaso Montefusco, già docente e Dirigente Scolastico, è formatore PEARSON e CIDI, valutatore esterno INVALSI, autore di diverse pubblicazioni sul tema delle competenze, della didattica laboratoriale e delle competenze digitali degli studenti.
È stato nel 2014, membro della Commissione ministeriale per la professionalità docente. Esperto in progettazione, valutazione e certificazione delle competenze e in didattica laboratoriale.