Il CLIL alla Scuola Primaria

CLIL Scuola primaria

Una pratica possibile?

LE PAROLE DELLA SCUOLA

Il CLIL (Content and Language Integrated Learning) è un approccio che racchiude al suo interno varie situazioni di apprendimento integrato, in cui la lingua inglese è usata come “veicolo” per imparare altro (scienze, storia, geografia, matematica o ancora educazione motoria o musica).

di Laura Papetti

In Europa si sono da tempo sviluppati diversi modelli di didattica che integra l’apprendimento di una seconda lingua (L2) con l’apprendimento disciplinare, dalle scuole primarie alle scuole secondarie.

Certamente l’utilizzo dell’approccio CLIL richiede una serie di competenze didattiche fra cui una buona conoscenza della disciplina insegnata e una sufficiente conoscenza della lingua veicolare (in questo caso l’inglese), nonché competenze relative a questo approccio, per proporre attività stimolanti ma semplici in lingua straniera con l’obiettivo di incrementare sia le conoscenze disciplinari, sia la comunicazione in lingua straniera.

In Italia si parla di CLIL da circa vent’anni e sono state fatte diverse esperienze d’eccellenza in un numero limitato di contesti. Ora questo approccio è tornato ad essere attuale sul territorio nazionale perché i più recenti documenti ministeriali (Indicazioni Nazionali per il Curricolo 2012) e la legge La Buona Scuola (legge 107/2015) promuovono le competenze del plurilinguismo e una scuola pluriculturale, orientata all’esercizio della cittadinanza attiva.

Troppo spesso in Italia, anche per mancanza di un’adeguata formazione del personale docente, si propongono ai bambini percorsi artificiosi per incontrare la lingua straniera, sganciati da un uso reale o significativo dello strumento comunicativo.

La metodologia CLIL, invece, offre un’occasione per usare la L2 in un più ampio contesto di formazione culturale, in grado di mobilitare la curiosità e la sfera emotiva degli alunni, e di garantire in questo modo un processo di apprendimento significativo, a partire dalla motivazione.

Essa viene a delineare un contesto didattico fatto di ambienti di apprendimento dinamici, laboratori, spazi per vivere vere e proprie esperienze in L2, attività che appagano la curiosità e promuovono lo sviluppo delle capacità conoscitive e la scoperta di potenzialità, interessi, talenti, perfettamente in linea con una didattica orientata alle competenze.

La sfida che propone l’approccio CLIL alla scuola primaria è di offrire esperienze “sostenibili”, proponibili anche ai più piccoli, dove semplici e ben selezionati input in lingua inglese possano essere resi comprensibili dal contesto esperienziale e siano più facilmente acquisiti grazie alle attività coinvolgenti con cui sono proposti.

Anche per i docenti che non vivono con grande disinvoltura la comunicazione in lingua inglese, il CLIL può offrire l’occasione di selezionare singoli argomenti, magari quelli più vicini alla programmazione già in atto, per proporre momenti circoscritti (di espansione, approfondimento, ripasso) di apprendimento in lingua straniera. Sarà cura degli insegnanti evitare argomenti troppo complessi, eliminare dettagli non essenziali dal discorso e usare solo i termini-chiave che permettano di comprendere il contenuto disciplinare presentato o approfondito tramite un percorso esperienziale. Sarà proprio il contesto dell’esperienza, insieme al necessario supporto del docente, che aiuterà i bambini a sostenere il normale spaesamento e a vivere i contenuti proposti nella loro ricchezza.

Abbiamo chiesto ai protagonisti di brevi percorsi CLIL proposti in alcune scuole della Brianza di raccontarci che cosa è rimasto loro impresso dell’esperienza vissuta:
 

«Io pensavo di non capire niente invece poi ho scoperto che anche se non è che proprio capivo, …qualcosa si capiva e riuscivamo a capirci!»
(Lorenzo, I primaria)
 

«A me è piaciuto soprattutto giocare a flag football. Cioè alla fine non ti accorgi che fai inglese, stai giocando!»
(Agata, IV primaria)
 

«A me è piaciuto quando cantavamo la canzone del fuoco per imparare la storia di Londra.»
(Lara, V primaria)
 

«Per me è stato bellissimo fare una recita… di scienze…e in inglese!»
(Pedro, II primaria)
 

«La preistoria è bellissima e già conoscevo tante cose, in inglese mi è piaciuto sapere i nomi dei dinosauri e delle varie epoche dell’uomo primitivo.»
(Fabio, III primaria)
 

Dalle testimonianze raccolte risulta evidente che, se un breve percorso di lavoro secondo la metodologia CLIL non è certamente sufficiente per incrementare in modo significativo la competenza linguistica in inglese, anche piccoli percorsi che coinvolgono a più livelli i bambini sono altamente motivanti e contribuiscono a un incontro con la lingua straniera sereno e positivo, innalzando l’autostima degli alunni che, posti nella difficile situazione di non riuscire a comprendere tutto, riescono però ad attivare strategie di comprensione e a connettere informazioni linguistiche e non linguistiche con grande efficacia, realizzando attività con successo e grande soddisfazione, e rimanendo spesso con il desiderio di provare ancora, e poi ancora.

 

Laura Papetti è progettista editoriale, ha insegnato inglese in scuole di vario ordine e grado, ha lavorato come docente di sostegno e attualmente insegna alla scuola primaria nella provincia di Monza e della Brianza. È coautrice insieme a Donatella Santandrea della nuova guida di Pearson Italia dedicata ai docenti di scuola primaria Let's start CLIL.