Come sostenere i ragazzi con DSA nei compiti e nello studio a casa?

compiti a casa

Conoscere il proprio figlio

BES E INCLUSIONE

La Scuola Secondaria di Primo Grado è una tappa fondamentale, che viene affrontata con eccitazione, ma anche ansia da studenti e famiglie. Per i ragazzi che hanno avuto una diagnosi di DSA il passaggio alla scuola secondaria presenta motivi di apprensione in più. Quali strategie e bene adottare? Quali sono i problemi che possono presentarsi?

di Antonella Olivieri

La Scuola Secondaria di Primo Grado è una tappa fondamentale, che segna l'avvio all'adolescenza e alla scelta degli studi secondari. È una tappa che viene affrontata con eccitazione, ma anche ansia da tutti i ragazzi e dalle famiglie. Per i ragazzi e le ragazze che hanno avuto una diagnosi di DSA il passaggio alla scuola secondaria presenta motivi di apprensione in più. Quali strategie e bene adottare? Quali sono i problemi che possono presentarsi?

Un metodo di studio autonomo

Nella scuola secondaria due sono le problematiche da affrontare:

  • la necessità di maggiore autonomia, richiesta sia dalla scuola sia, in prospettiva, dalla crescita del ragazzo avviato verso l'adolescenza;
  • la costruzione di un buon metodo di studio, per far fronte alle maggiori richieste degli insegnanti.

La programmazione del lavoro di studente è la base di un metodo di studio efficace, fondamentale garanzia per il successo a scuola. Gli anni in cui si costruisce il metodo di studio sono proprio quelli della Scuola Secondaria di 1°Grado.
Organizzare il calendario pomeridiano degli impegni scolastici e personali è la strategia più importante, anche in funzione dell’autonomia. È bene predisporre una tabella oraria da compilare ogni settimana per distribuire in modo razionale gli impegni di studio e gli impegni personali.
In una scuola inclusiva i docenti stessi aiutano gli studenti a costruirsi un metodo di studio efficace con tabelle, schemi, modelli, esercizi mirati. Se gli insegnanti non impostano in questo modo il lavoro in classe, occorre aiutare i figli. L’obiettivo deve essere, ancora una volta, l’autonomia e il PC può avere un ruolo determinante. Vediamo alcune strategie da suggerire ai figli:

  • diventare abili e veloci nell’utilizzo dei programmi di videoscrittura, che permettono di correggere, integrare e modificare i testi rapidamente;
  • elaborare modelli dei testi di studio più richiesti dall’insegnante (riassunto, commento, ecc.) che possono essere memorizzati nel PC e riutilizzati ogni volta che serve. I temi esulano dalla possibilità di elaborare modelli-base, ma si può suggerire ai figli di cercare le idee a partire da una mappa.
  • familiarizzare con i programmi per costruire mappe. Molti specialisti le considerano un fondamentale strumento per sintetizzare testi e manuali, ma questo è vero se le mappe sono costruite in prima persona, non se vengono scaricate già pronte da un sito web. Molti programmi per realizzare mappe in commercio sono facili e divertenti da usare;
  • le case editrici forniscono i libri di testo in formato digitale utilizzabili al PC con la sintesi vocale, molto utile per gli studenti con DSA. La gestione di tali manuali non è sempre facile e nei primi tempi occorre aiutare i figli a impratichirsi delle operazioni necessarie.

Se l’affiancamento nei compiti a casa richiede tempi prolungati, per la gravità del disturbo o per rilevanti difficoltà in alcune materie, ad esempio la lingua straniera o la matematica, può diventare indispensabile trovare altre risorse. Non sempre gli impegni professionali permettono infatti a un familiare di ricavare il tempo necessario per seguire il ragazzo o la ragazza nello studio.
Si potrà in tale caso ricorrere a un doposcuola o a un tutor privato, purché abbia competenze specifiche sui DSA e non commetta l’errore di sostituirsi al ragazzo o alla ragazza nello svolgimento dei compiti o suggerisca strategie controproducenti, insistendo, ad esempio, su letture ripetute dei testi che producono solo affaticamento.

I rapporti con la scuola e l’affiancamento a casa

Soprattutto in 1ª i ragazzi insisteranno per farsi ascoltare mentre ripetono la lezione studiata. Questa abitudine viene dalla scuola primaria in cui venivano assegnate poche pagine ed era relativamente facile memorizzarle, almeno nelle parti essenziali. Lo studio nella scuola secondaria di solito verte su molte più pagine e la richiesta dei docenti non si limita alla memorizzazione, ma implica rielaborazione critica. Se nei primi mesi è importante ascoltarli quando ripetono ciò che hanno studiato, anche per rassicurali, è opportuno avviarli all’autonomia, suggerendo l’uso del registratore che consente di riascoltarsi e monitorare il proprio modo di esporre e il linguaggio.
È importante anche monitorare l’andamento dei risultati di prove scritte e interrogazioni: anche in questo caso si può costruire una tabella in cui riportare i voti di volta in volta. Sulla tabella si dovrà periodicamente riflettere insieme al figlio per capire se c’è un rendimento costante, in calo, in miglioramento o eventualmente altalenante e interrogarsi sulle ragioni, senza dimenticare di congratularsi o incoraggiarlo.
Se la diagnosi di DSA è stata effettuata negli anni della scuola primaria c’è stata la possibilità di osservare per due o tre anni i figli mentre fanno i compiti e studiano a casa. Sono ordinati? Come organizzano la scrivania durante i compiti? Uno spazio ordinato è importante per favorire la concentrazione. Per quanto tempo riescono a mantenersi attenti al lavoro? Occorre inserire delle pause, per la merenda o una telefonata agli amici, in modo da recuperare energie e tornare concentrati.
Ricordano meglio le informazioni lette o quelle viste in un documentario alla TV o in un video su YouTube? Si potranno in questo caso trovare trasmissioni o video e registrarli per fornire un supporto allo studio. Analoghe scelte si possono fare per gli e-book a supporto delle letture suggerite dall’insegnante o scelte personalmente.

Autonomia anche nelle attività personali

L’autonomia è fondamentale anche nelle questioni pratiche come preparare lo zaino, gli indumenti e la borsa per la palestra. Andare a scuola senza i materiali necessari per una lezione può far perdere efficacia al lavoro in una materia per un'intera settimana, senza contare l'irritazione del docente. Anche in questo caso una grande tabella in cui segnare il materiale necessario, giorno per giorno, ora per ora, è un aiuto a diventare indipendenti.
L’uso sicuro dei mezzi pubblici, tram, bus, metro, è indispensabile, così come la lettura dell’orologio e l’utilizzo del denaro che si può raggiungere con piccole commissioni per la famiglia.
Le amicizie sono fondamentali sia quelle tra compagni di classe e di scuola, sia quelle strette all’oratorio, negli scout, nelle squadre sportive. Le attività extrascolastiche possono offrire occasioni di successo e di autostima da salvaguardare.

 

Antonella Olivieri: docente di lettere e dirigente scolastica, attualmente è formatrice sui DSA