Come sostenere i ragazzi con DSA nei compiti e nello studio a casa?

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BES E INCLUSIONE

Durante gli anni della Scuola secondaria di II grado ragazzi e ragazze diventano sempre più autonomi. La scuola può contribuire alla crescita emotiva e sociale, ma può anche costituire una situazione di difficoltà e di ostacolo, specialmente per i ragazzi e le ragazze con un DSA. Quali attenzioni sono necessarie e quali interventi sono possibili da parte dei genitori?

di Antonella Olivieri

Durante gli anni della Scuola secondaria di secondo grado ragazzi e ragazze diventano, o almeno desiderano diventare, sempre più autonomi. È il processo naturale dell’adolescenza che porta, anche socialmente, alla “maggiore età”. La scuola può contribuire alla crescita emotiva e sociale, ma può anche costituire una situazione di difficoltà e di ostacolo, specialmente per i ragazzi e le ragazze con un DSA. Quali attenzioni sono necessarie e quali interventi sono possibili da parte dei genitori?

Osservazione discreta e attenzione

Il primo indicatore di benessere di un adolescente è un atteggiamento positivo verso se stesso/a e gli altri e quindi occorre in primo luogo osservare i cambiamenti d’umore. Certo sono tipici dell’adolescenza anche gli sbalzi di umore, gli alti e bassi, il passaggio dall’entusiasmo all’apatia. Quello che ci deve preoccupare, come genitori, è un umore permanentemente negativo, l’inclinazione ad autosvalutarsi o a isolarsi, sviluppando magari un’ossessiva dipendenza dalle chat sul telefonino o in rete. Un'altra situazione preoccupante è un cambiamento improvviso del carattere e lo sviluppo di comportamenti aggressivi.
A quel punto, probabilmente non basta l’abituale incoraggiamento. Con discrezione e senza atteggiamenti inquisitori, occorre farsi raccontare la vita di scuola: come sono i rapporti con i compagni e con gli insegnanti? Tra gli adolescenti i rischi sono molti: nostro figlio può essere vittima di bullismo, può ricevere pressioni perché compia trasgressioni... Più naturali sono i turbamenti legati ai primi amori, ma eventuali delusioni e tradimenti non sono sempre facili da elaborare e possono comportare costi emotivi alti.

È importante anche capire quali relazioni ci sono con gli insegnanti: sono tutti disponibili o si permettono comportamenti mortificanti e svalutanti che espongono il ragazzo o la ragazza a giudizi negativi da parte dei compagni? L’autostima di un adolescente dipende molto sia dal giudizio dei coetanei sia da quello degli adulti non di famiglia. Occorre in ogni caso parlare con i docenti sia a inizio anno per la definizione del PDP, sia durante i mesi successivi per tenere sotto controllo l’equilibrio emotivo e relazionale, l’andamento scolastico e l’eventuale necessità di interventi di recupero, specialmente se ci sono difficoltà in alcune materie.

Gli interventi che aiutano

Negli anni della scuola superiore il metodo di studio dovrebbe già essere impostato. Nella scuola secondaria di 1° grado ognuno ha certo elaborato sistemi di supporto pratico per organizzare il materiale, come tabelle, raccoglitori, registratore, archiviazione nel PC dei file scritti e audio. Sicuramente nella scuola superiore si deve puntare a una maggiore efficienza perché la quantità di pagine da studiare aumenta e l’organizzazione deve, di conseguenza, essere più rigorosa. I docenti della scuola secondaria di II grado assegnano più raramente esercizi e schemi per la rielaborazione dei testi, facendo assegnamento sullo studio autonomo degli studenti. A quel punto è forte la tentazione di pensare che le materie “orali” non richiedano elaborazione scritta. È però una tentazione che va respinta. Soprattutto chi ha un DSA ha la necessità di tenere traccia scritta di quanto studia (schemi, mappe, riassunti…) perché non potrà, in occasione dei ripassi contare su rapide e complessive riletture. Le verifiche e le interrogazioni nella scuola superiore sono di solito più rare e di conseguenza vertono su tematiche ampie e su molti materiali di studio accumulati per settimane. Si devono preparare dei semilavorati per poter rapidamente ripassare una gran quantità di testi. Alcuni docenti danno molta importanza agli appunti presi durante la lezione e a quel punto occorre che chi ha un DSA abbia acquisito abilità di dattilografia o abbia imparato ad usare una smart-pen che consente di abbinare scrittura e registrazione audio.

Nello studio a casa è sicuramente piacevole e utile lavorare con un compagno o una compagna. Si può dividere la fatica e un ragazzo o una ragazza con DSA trova così un supporto nelle attività più ostiche come leggere e scrivere, recuperare appunti, mentre mette in comune l’intelligenza e la creatività, aiutando l’amico, ad esempio, a costruire una mappa riassuntiva in cui ha certamente acquisito abilità superiori alla media. La mappa sarà utile a entrambi. Studiare insieme è anche un modo per consolidare un’amicizia.

Nella scuola secondaria di II grado possono emergere con maggiore frequenza difficoltà in alcune materie. Non sempre i genitori hanno le competenze specifiche per aiutare i figli ad affrontare tali difficoltà e occorre allora fare ricorso a un aiuto esterno. Problema peraltro che riguarda non solo i dislessici ma molti studenti. Il ricorso a lezioni private è un fenomeno diffuso negli anni della scuola superiore. In caso di lezioni private bisogna accertarsi che il docente abbia un’idea delle caratteristiche generali del disturbo e sia disponibile ad ascoltare le necessità specifiche del suo allievo o della sua allieva in modo da fornire un aiuto effettivo.

Le necessità di incrementare le ore di studio nella scuola secondaria di II grado non devono indurre a eliminare dall’agenda dei nostri figli le attività sportive, artistiche, musicali e gli spazi destinati all’associazionismo (oratorio, scout…) perché continuano ad avere un ruolo importante per offrire occasioni di amicizie e di successo extrascolastici importanti per l’equilibrio emotivo e l’autostima.

Antonella Olivieri: docente di lettere e dirigente scolastica, attualmente è formatrice sui DSA