La Certificazione delle competenze al termine del Primo ciclo

Certificazione competenze Primo ciclo

Modalità e strumenti di valutazione

RIFORME E NOVITÀ NORMATIVE

Il MIUR ha pubblicato le Linee Guida per la certificazione delle competenze degli studenti al termine della Scuola primaria e della Scuola secondaria di primo grado. La redazione di nuove Linee Guida (ricordiamo che le prime Linee guida sono state allegate alla C.M. n. 3 del 13 febbraio 2015) si è resa necessaria in seguito alle novità introdotte dal D. Lgs n. 62/2017 e dai decreti ministeriali attuativi n. 741/2017 e n. 742/2017. Di seguito diamo una scheda di lettura di sintesi del documento.

Commento a cura di Agostino Miele

Il documento fornisce il quadro culturale in cui si inserisce il tema della certificazione, illustra le connessioni tra il momento della certificazione e le azioni progettuali, didattiche e valutative ad esso connesse, presenta gli aspetti salienti degli strumenti da adottare.

La certificazione delle competenze non rappresenta solamente uno strumento amministrativo che consente di ampliare l'informazione per i genitori, ma si configura soprattutto come documento che arricchisce e integra il profilo valutativo degli alunni prendendo in considerazione aspetti legati allo sviluppo progressivo di competenze "chiave", per valorizzarne l'iniziativa, l'autonomia, la responsabilità. La compilazione dei modelli è il momento conclusivo di un processo educativo e formativo che stimola la ricerca di nuovi approcci didattici, coerente con un continuo ripensamento dell'intero curricolo, come auspicato dalle stesse Indicazioni Nazionali per il curricolo.

Nelle Linee Guida si evidenzia che l’elemento qualificante delle Indicazioni nazionali è il Profilo dello studente, dove vengono indicate le competenze che si auspica l’alunno abbia maturato al termine del primo ciclo di istruzione.
Le competenze indicate nel Profilo sono le competenze chiave per l'apprendimento permanente individuate dalla Raccomandazione del Parlamento europeo e del Consiglio del 18 dicembre 2006.
La competenza si presenta come un costrutto sintetico, nel quale confluiscono diversi contenuti di apprendimento – formale, non formale ed informale – insieme a una varietà di fattori individuali che attribuiscono alla competenza un carattere squisitamente personale.
Spetta ai docenti monitorare continuamente il grado di maturazione delle competenze dell’alunno, al fine di valorizzarle e favorirne lo sviluppo. Porre l’attenzione sulle competenze non equivale a trascurare tutti i risultati di apprendimento, identificati principalmente sulle conoscenze e sulle abilità. La certificazione delle competenze richiede un’azione volta ad adeguare le tre operazioni che sono alla base dell’insegnamento: la progettazione, l’attività didattica in classe, la valutazione.
La progettazione deve avere come punto di partenza i traguardi per lo sviluppo delle competenze e gli obiettivi di apprendimento indicati per ciascuna disciplina.
L’attività didattica in classe deve prevedere contenuti non solo disciplinari ma anche e soprattutto trasversali per abituare gli alunni a risolvere situazioni problematiche inedite e complesse. In tale ottica risultano efficaci modalità di apprendimento cooperativo e laboratoriale, capaci di trasformare la classe in una piccola comunità di apprendimento. L’apprendimento deve essere collocato cioè in un contesto il più possibile reale e articolato in diversi elementi e fattori di comunicazione (materiali cartacei, virtuali, compagni, insegnante, contesti esterni e interni alla scuola, ecc.); tale metodologia si configura come la modalità più efficace per l’acquisizione e lo sviluppo delle competenze.
La valutazione delle competenze si configura come un processo di valutazione complesso, che non si limita ad un momento circoscritto ma si prolunga nel tempo, attraverso una sistematica osservazione degli alunni di fronte alle diverse situazioni che vanno ad affrontare.
Gli insegnanti sono chiamati a valutare gli apprendimenti, in termini di conoscenze e abilità, il comportamento e a valutare e a certificare le competenze.
La valutazione delle competenze si accerta facendo ricorso a compiti di realtà (prove autentiche, prove esperte, ecc.), osservazioni sistematiche e autobiografie cognitive.
I compiti di realtà consistono nella richiesta rivolta allo studente di risolvere situazioni problematiche, complesse, nuove e vicine, quanto più possibile, al mondo reale; lo studente deve utilizzare conoscenze, abilità, procedure e condotte già acquisite, trasferendole in contesti diversi da quelli resi familiari nell’ambito della pratica didattica.
Altro elemento necessario, insieme ai compiti di realtà, ai fini della valutazione delle competenze, è costituito dalle osservazioni sistematiche, che permettono agli insegnanti di rilevare il processo, ossia le operazioni che l'alunno compie per interpretare correttamente il compito, per coordinare conoscenze e abilità già possedute, per ricercarne altre, qualora necessarie, e per valorizzare risorse esterne (libri, tecnologie, sussidi vari) e interne (impegno, determinazione, collaborazioni dell'insegnante e dei compagni).
Gli strumenti attraverso cui effettuare le osservazioni sistematiche possono essere diversi - griglie o protocolli strutturati, semistrutturati o non strutturati e partecipati, questionari e interviste - ma devono riferirsi ad aspetti specifici che caratterizzano la prestazione (indicatori di competenza come riportati dalle Linee Guida) quali:

  • autonomia: è capace di reperire da solo strumenti o materiali necessari e di usarli in modo efficace;
  • relazione: interagisce con i compagni, sa esprimere e infondere fiducia, sa creare un clima propositivo;
  • partecipazione: collabora, formula richieste di aiuto, offre il proprio contributo;
  • responsabilità: rispetta i temi assegnati e le fasi previste del lavoro, porta a termine la consegna ricevuta;
  • flessibilità, resilienza e creatività: reagisce a situazioni o esigenze non previste con proposte e soluzioni funzionali e all’occorrenza divergenti, con utilizzo originale di materiali, ecc.;
  • consapevolezza: è consapevole degli effetti delle sue scelte e delle sue azioni.

Unitamente alle prove di realtà e alle osservazioni sistemiche, va considerata la narrazione (il racconto), da parte dello studente, del percorso cognitivo compiuto, per far sì che egli colga il significato del proprio lavoro, le intenzioni che lo hanno guidato nello svolgere l’attività, le emozioni o gli stati affettivi provati. Lo studente deve “raccontare”:

  • gli aspetti più interessanti del percorso compiuto;
  • le difficoltà incontrate e il modo in cui le ha superate;
  • la successione delle operazioni compiute, evidenziando gli errori più frequenti e i possibili miglioramenti;
  • l’autovalutazione non solo del prodotto ma anche del processo produttivo adottato.

Una volta compiute nel corso degli anni le operazioni di valutazione delle competenze con gli strumenti indicati, al termine del percorso di studio – primario e secondario di primo grado – si potrà procedere alla loro certificazione mediante gli appositi modelli ministeriali.

La certificazione delle competenze si configura come un processo in cui la stessa non è il frutto delle evidenze dell’ultimo anno di scuola primaria e di scuola secondaria di primo grado, ma di tutte quelle rilevate negli anni precedenti; bisogna accertare se l’alunno sappia utilizzare le conoscenze e le abilità acquisite nelle diverse discipline per risolvere situazioni problematiche complesse, mostrando un progressivo sviluppo di autonomia e responsabilità nello svolgimento del compito.
La certificazione delle competenze a conclusione della scuola primaria e del primo ciclo di istruzione rappresenta dunque:

  • per gli alunni e le loro famiglie
    •  un documento leggibile e comparabile per la sua trasparenza;
    • una descrizione degli esiti del percorso formativo;
    • un insieme di elementi espliciti sulla base dei quali gli alunni stessi si possano orientare ed effettuare scelte adeguate;
  • per le istituzioni scolastiche che certificano
    • la descrizione di risultati coerenti con un quadro comune nazionale ed europeo, nel rispetto dell'autonoma progettazione delle singole scuole;
    • la qualificazione finale del primo ciclo che corrisponde al primo livello EQF, secondo i referenziali italiani;
    • la formulazione di giudizi basati su esiti comprensibili e spendibili anche in altri contesti educativi;
    • una risposta alla domanda di qualità, di trasparenza e di rendicontazione dei risultati di apprendimento e dell'offerta formativa;
    • un maggiore riconoscimento sul territorio;
  • per le istituzioni scolastiche che accolgono l'alunno
    • un elemento utile per un'efficace azione di accompagnamento dell'alunno in ingresso;
    • un elemento per favorire la continuità dell'offerta formativa, attraverso la condivisione di criteri/metodologie tra i diversi gradi di scuola.

Di seguito si riportano in allegato i modelli nazionali di certificazione delle competenze per la Scuola primaria e per la Scuola secondaria di primo grado allegati al D.M. n. 742/2017.

Modello nazionale di certificazione delle competenze allegato al D.M. n. 742/2017

Linee guida per la certificazione delle competenze nel Primo ciclo di istruzione

 

Agostino Miele, dirigente Scolastico, collabora con Pearson Italia per l'aggiornamento professionale dei dirigenti scolastici e dei docenti.
È formatore su vari temi quali le problematiche per gli alunni con BES, formatore sull’esame di stato negli istituti secondari di secondo grado, formatore per dirigenti scolastici su tematiche relative alla professione. È autore del Quaderno Pearson Academy Alternanza scuola-lavoro. Come e perché rivolto ai docenti della Scuola secondaria di secondo grado.