Molly Bot è un robot “femmina” che accompagna i bambini attraverso un gioco a ostacoli per esercitarsi in lingua inglese: un percorso che prevede errori da cui imparare, una vera verifica formativa in itinere. Barbara approva immediatamente la bella idea di Gaia e forma la squadra: Giulia, che segue l’opera cartacea, sarà l’autrice dei percorsi assieme a Gaia. È come raggiungere un doppio obiettivo: da un progetto, come quello di Billy Bot, ricco di spunti per parlare di equità, inclusione e diversità a un nuovo modo di stimolare l’apprendimento digitale grazie a un robot che prende forma in una figura femminile amica, che guida i bimbi della generazione alpha nei giochi digitali alla scoperta della lingua inglese.

I laboratori di Matematica e STEM

di Giulia Bernardi, Martina De Pieri, Mariangela Venezia e Marta Vitali

Un gruppo di autrici e formatrici esperte in matematica a cui affidare un progetto di video STEM? Fatto. Siamo nel 2018, la redazione I Pinguini incontra un team di autrici e formatrici, fondatrici dell'associazione di divulgazione matematica PiGreco - il Luogo Ideale, Giulia Bernardi e Martina De Pieri. Arricchire un nuovo sussidiario di videolaboratori per favorire una visione ludica e creativa della matematica è una missione difficile, ma non se affidata alle persone giuste.

Giulia e Martina elaborano gli script e i personaggi sono i loro alter ego: figure femminili, bambine protagoniste dei laboratori anche in digitale per smontare lo stereotipo secondo il quale le bimbe con la matematica se la cavano meno bene. Chi l’ha detto? Marta e Mariangela coordinano il progetto e ne nascono i videolaboratori STEM che accompagnano i bambini nel loro percorso attraverso scienze, tecnologia e matematica in classe quarta e quinta.

Dal Canada all'Italia abbattiamo le barriere

di Brunel Brown, Frances Foster, Loredana Morli, Barbara Piola, Laura Urbani

Sono tra le autrici più note nel panorama italiano di testi scolastici per l’apprendimento della lingua inglese alla Scuola primaria. La loro storia inizia da lontano e più precisamente dal Canada: Frances viene da Winnipeg e Brunel da Toronto. Da lì portano i valori fondanti di una società multietnica, valori che si riflettono sui loro libri, in particolare sull'ultimo nato Billy Bot.

Brunel Brown e Frances Foster si conoscono per la prima volta a Torino e lì decidono di crearsi da sole un manuale su misura per le esigenze dei bambini italiani. È l’inizio di una lunga scia di successi e di personaggi incredibili… fino a Billy Bot - Stories for Super Citizens, con protagonista un robot che prova emozioni e che diventa il mentore di un gruppo di bambini. I bambini imparano a rispettare l’ambiente, le persone, la scuola e a capire cosa significa essere super citizens. Due sono i valori fondanti che le nostre autrici vogliono mettere in evidenza: la tolleranza e il rispetto delle differenze. La scuola ideale che vogliono rappresentare è quella in cui tutti i bambini si sentono parte di un'unica realtà, a prescindere da colore, aspetto, appartenenza a una cultura, a un genere, ai loro sentimenti, alle loro diversità o disabilità.

E tante storie del libro sono proprio dedicate a questi valori e al rispetto dei talenti di ciascuno, “maschio o femmina” che sia. Per far questo oltre a brave autrici servono cura e attenzione agli stimoli visivi: a foto e disegni, all’accostamento di frasi ed esempi, con il contributo di illustratori e illustratrici, iconografi-e, redattrici e redattori, tra i quali Laura, Barbara e Loredana. Un grande lavoro di squadra. Due le storie che preferiamo: Danny the dancer (volume 2, pp. 94-95) e Always be a Super Citizens (volume 5, p. 60) perché anche i bambini hanno diritto di esprimersi e immaginarsi senza stereotipi.

Anche i papà stirano

di Costanza Raccis e Silvia Razzini

È l’ora di Educazione civica, dobbiamo rappresentare i corretti comportamenti di gentilezza e altruismo e siamo in classe prima. Come fare? Bastano semplici attività con illustrazioni che aiutino i bambini a discriminare tra comportamenti corretti e non corretti. Ecco che c’è un bambino che mette in disordine e l’altro che aiuta il genitore che stira. Ma chi sta stirando? È il papà.

In queste pagine si parla di gentilezza e di comportamenti corretti, non di gender equality, ma dopo un breve brainstorming tra Costanza e Silvia nasce l’idea: quella di rappresentare un papà e non la mamma con il ferro da stiro e un bambino e non una bambina che aiuta. Perché anche i papà stirano e perché i bambini possono capire attraverso semplici disegni come non ci sia in questo nulla di strano: in famiglia i compiti si dividono equamente e ciascuno fa la propria parte!