Il Social Reading e la didattica a distanza: intervista a Gabriele Nascimbeni

Orizzonti sostenibili, la parola ai docenti

SOCIAL READING - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Abbiamo chiesto al Professor Gabriele Nascimbeni, docente di Lettere della provincia di Verona, di raccontarci come l'esperienza di social reading si è inserita nella didattica a distanza e le sue impressioni sul progetto Orizzonti sostenibili, a partire dalle tematiche scelte e dalla partecipazione dei ragazzi.

La redazione

Buongiorno Professore. Possiamo chiederle di presentarsi ai colleghi e alle colleghe?

Buongiorno. Mi chiamo Gabriele Nascimbeni. Insegno Lettere dall'anno scolastico 2003/2004 in istituti della scuola secondaria di secondo grado della provincia veronese del Lago di Garda. Dopo 12 anni in un istituto tecnico per il turismo nella scuola paritaria sono passato di ruolo in un istituto professionale alberghiero e attualmente insegno in un istituto professionale con due indirizzi, commerciale e sociale. Ho aderito al progetto di Social Reading con due classi seconde, una del commerciale e una del sociale.

 

Come si sta inserendo l’esperienza del Social Reading nella didattica a distanza praticata oggi di necessità dalla sua scuola?

La didattica a distanza ribalta la dinamica che di solito si verifica in classe, dove gli studenti subiscono passivamente l’azione del docente, trasformandoli in quanto utenti che si collegano in protagonisti potenzialmente attivi dell’apprendimento. Questa potenzialità purtroppo rischia di essere vanificata se non si agganciano gli studenti con proposte che li coinvolgano realmente, al di là del fascino iniziale dato dal fatto che avvengono in un ambiente digitale e con strumenti tecnologici. In questa situazione di emergenza il progetto di Social Reading risponde in modo concreto ed efficace alle esigenze della didattica a distanza e ne rappresenta un valido esempio. L’uso dell’app Betwyll rappresenta uno strumento per affrontare al meglio questa situazione, sfruttando le opportunità del digitale: infatti oltre a permettere la regolare trasmissione di contenuti, dà anche la possibilità di continuare ad interagire con gli studenti in un momento come questo in cui si crea un vuoto di relazione da colmare.

 

Parlare di Sostenibilità attraverso le attività di Social Reading: è stata una proposta di interesse per la sua scuola? Come sta funzionando l’esperienza sul campo?

La proposta di parlare di sostenibilità attraverso un’attività interattiva come il social reading è risultata di grande interesse per le mie classi. Le letture scelte si sono rivelate di estrema attualità, non solo per discutere e affrontare insieme temi di cittadinanza legati alla salvaguardia dell’ambiente, ma anche per riflettere e confrontarsi sulla situazione che stiamo vivendo in questo periodo in seguito alla diffusione del coronavirus.

 

Gli studenti in un contesto in cui si “sentono a casa” imparano diversamente? Tirano fuori argomenti/ temi/ riflessioni che difficilmente espliciterebbero in classe?

In un certo senso l’ambiente digitale costituisce la comfort zone dei nostri studenti, essendo per loro una seconda casa. La possibilità di apprendere secondo le regole e le dinamiche tipiche dei social network, ovvero dei luoghi che frequentano quotidianamente e in cui si svolge gran parte della loro vita sociale, offre loro il vantaggio di imparare in un contesto informale che li coinvolge maggiormente e li fa sentire più liberi di esprimersi su certi argomenti e di condividere le proprie riflessioni più profonde.

 

Secondo lei, cosa apprezzano in particolare gli studenti?

Nella pratica di lettura condivisa gli studenti hanno apprezzato la possibilità di leggere, commentare e discutere con il loro strumento preferito, lo smartphone, che di solito viene bandito dall’attività scolastica. L’esperienza social di ritrovarsi intorno a un testo in un ambiente digitale, utilizzando la sintesi comunicativa e l’interazione tipiche dei social network, li ha fatti sentire più a loro agio anche di fronte alla difficoltà di scrivere e all’imbarazzo di condividere i propri pensieri.
Gli studenti hanno privilegiato i twyll in cui si richiedeva loro di raccontarsi, portando la conversazione a un livello più informale.

 

La gestione della classe a distanza: come sta lavorando con i suoi studenti per svolgere le attività di social reading?

Inizialmente per stimolare l’attività di social reading ho creato la chat di classe “Orizzonti sostenibili” su Whatsapp, dove ho condiviso degli spunti per incoraggiare gli studenti alla scrittura dei loro commenti. Sempre sulla chat ho creato una sorta di laboratorio in cui, dopo aver richiesto loro di leggere un testo, riproponevo alcuni passaggi con un messaggio vocale accompagnato da domande.
Questa chat ha permesso un confronto più diretto con la classe e un’occasione di verifica e valutazione.

 

La valutazione: come si orienta a inserire l’esperienza di Orizzonti sostenibili nel quadro della valutazione complessiva degli studenti?

Nell’ottica del valore formativo assunto dalla valutazione nella didattica a distanza sto registrando i risultati dell’attività secondo i criteri di partecipazione, grado di coinvolgimento, qualità dei twyll. Ai ragazzi fornisco un feedback con giudizi di supporto, rinforzo, consenso. La valutazione, anche se informale, è indispensabile per motivare gli studenti e inserire l’attività nella programmazione didattica.

 

Le chiediamo di condividere un commento “in diretta” con i colleghi e le studentesse e gli studenti che stanno partecipando con lei al progetto.

Un commento per i colleghi: È bene ritrovare in noi gli amori perduti, conciliare in noi l’offesa; ma se la vita fuori ti pesa tu portala all’interno!
Un commento per gli studenti: Il mondo “fuori” ci costringe a stare “dentro”…sfruttiamo quest’occasione!