Orizzonti Sostenibili: storia di un’esperienza di consapevolezza, cittadinanza e apprendimento

Bilancio finale del progetto di Social Reading 2020

SOCIAL READING - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Il progetto di Social Reading non è stato solo un’importante e innovativa esperienza didattica, ma uno strumento di accensione e sviluppo di importanti competenze strategiche e soft skills, come emerge in modo chiaro dalla lettura dei twyll dei ragazzi che non solo hanno “imparato cose” ma sono stati protagonisti di un prezioso esercizio di cultura e di cittadinanza senza alcuna fatica, con grande spontaneità e profondità di riflessione.

Maria Vittoria Alfieri

Sei settimane per parlare di sostenibilità. Sei settimane iniziate con il lockdown e la chiusura delle scuole. Un evento che ha dato inizio a una rivoluzione copernicana nel mondo educativo: la didattica a distanza o, per meglio dire, dell’emergenza.

Così, il progetto Pearson-Betwyll Orizzonti Sostenibili, si è rivelato quanto mai attuale, non solo per i temi trattati, ma anche per la metodologia e la modalità di fruizione coerenti con l’esigenza contingente della didattica dell’emergenza. Tutto è avvenuto all’interno dell’app di Social Reading, dove i ragazzi di età diverse, dalla prima alla quinta superiore, hanno potuto leggere, parlare, confrontarsi su temi complessi. Si sono fatti coinvolgere mettendosi in gioco in prima persona, rispondendo con 3000 commenti agli stimoli dei prof e dei compagni. Hanno espresso pareri, opinioni, hanno esternato emozioni e paure che, in un momento come questo, hanno sicuramente contribuito a rendere lo scambio ancora più denso e costruttivo. Lo hanno fatto sentendosi a proprio agio anche di fronte alle possibili difficoltà di scrivere o all’eventuale imbarazzo di condividere i propri pensieri. Hanno letto in modo intimo e profondo i testi che gli abbiamo proposto, mostrando come una metodologia come questa sia in grado di superare la criticità tipica di una lettura solo digitale, che può risultare distrattiva o dispersiva.

Una lettura antologica interdisciplinare tra passato e presente

Per il progetto Orizzonti Sostenibili abbiamo voluto metterci in gioco anche noi di Pearson e provare a proporre un progetto con caratteristiche diverse rispetto a quanto avevamo fatto l’anno scorso, in cui avevamo coinvolto i ragazzi su un unico autore (Pirandello) con spunti che si concentravano esclusivamente su obiettivi di ambito umanistico.
Questo per testare e valutare fino in fondo le potenzialità di uno strumento e di una metodologia che riteniamo flessibile e versatile, e in grado di far lavorare su obiettivi e ambiti disciplinari diversi, sia dal punto di vista delle conoscenze, sia delle competenze.

In quest’ottica, abbiamo inserito 4 novità importanti:
- Tipologia di lettura: antologica (11 testi brevi, raggruppati in tre macro-temi);
- scelta degli autori: del passato e del presente, distanti tra loro nel tempo ma accomunati dagli argomenti tra loro tangenti, in modo da offrire punti di vista diversi e stimolanti;
- interdisciplinarietà: i testi sono stati selezionati per attivare una discussione trasversale su temi diversi e per coinvolgere non solo insegnanti (e relativi studenti) di ambito umanistico, ma anche di ambito scientifico, in modo da sperimentare il Social Reading anche su quella branca del sapere che spesso, sbagliando, consideriamo poco correlata alle pratiche della lettura e della scrittura;
- spunti didattici: hanno riguardato gli ambiti disciplinari coinvolti, in modo da fornire ai docenti tracce pronte da seguire e da condividere per lanciare discussioni, riflessioni e conversazioni. Abbiamo predisposto dunque 4 tipologie diverse di “twyll pronti all’uso”: di ambito umanistico, di ambito scientifico, sui temi della cittadinanza e della sostenibilità, sulla situazione di emergenza Covid-19.

11 letture in 6 settimane

L’attività di Social Reading Orizzonti Sostenibili è durata circa 6 settimane. Abbiamo proposto 11 letture raggruppate in tre macrotemi (uno ogni due settimane).

1. Megalopoli
Quando: 12 marzo - 27 marzo
Perché: Per parlare delle grandi città affollate e iperattive, in cui la quotidianità sempre più complessa necessita di consapevolezza e di azione da parte di ciascuno, per una convivenza sostenibile e civile.
Che cosa: Charles Dickens, Coketown, da Tempi difficili; Matilde Serao, Bisogna sventrare Napoli, da Il ventre di Napoli; Émile Zola, Sorge un nuovo giorno su Les Halles, da Il ventre di Parigi.
2. Se guardo il cielo
Quando: 30 marzo - 10 aprile
Perché: Per imparare ad alzare lo sguardo verso l’infinito Universo di cui la Terra è parte e per cambiare punto di vista osservando da lontano la nostra piccola realtà.
Che cosa: William Shakespeare, Sonetto XIV; Canto delle stelle, da Il mercante di Venezia; Chen Quifan, La società dello smog; Antoine de Saint-Exupéry, brano da Il piccolo principe; Salmo VIII, da La Sacra Bibbia.
3. Diritto al futuro
Quando: 20 aprile – 30 aprile
Perché: Per riflettere sulla responsabilità che ciascuno di noi ha nel garantirsi e garantire un futuro davvero sostenibile.
Che cosa: Galileo Galilei, brani tratti da Il saggiatore e Dialogo sopra i due massimi sistemi; Greta Thumberg, Discorso tenuto alla COP24 di Katowice; Papa Francesco, brani tratti dall’Enciclica Laudato si’; Stefano Mancuso, Discorso delle piante all’ONU, da La nazione delle piante.

Dalla parte degli studenti

Possiamo scambiare con i docenti pareri in modo molto veloce. È stato divertente il fatto di trovarci (noi studenti insieme ai professori) su un social. Solitamente il rapporto studente-professore si basa su una spiegazione in classe o un voto; in questo caso, invece, si basava su un commento o una “aggiunta ai preferiti” dei vari twyll...
Intervista a Ginevra Ghisalberti, liceo scientifico Torriani di Cremona

Per comprendere l’efficacia, nonché il senso profondo, di una didattica attiva attraverso il Social Reading c’è un solo modo: osservare quello che i ragazzi hanno scritto e fatto all’interno dell’app, a partire dalla lettura dei brani proposti.
I testi sono stati per loro non solo una fonte per l’apprendimento, ma anche una leva per riflettere, interrogarsi, confrontarsi. Hanno esercitato in modo efficace la reading literacy, competenza monitorata da OCSE-PISA in quanto strategica, trasversale e fondamentale per l’esercizio del pensiero critico, ovvero per la capacità di interpretare in modo corretto le informazioni, discernerle e farsi un’opinione. Sono passati in modo naturale e spontaneo dalla lettura, alla scrittura al confronto che, grazie ai soli 140 caratteri a disposizione per ogni commento, è risultata efficace e ficcante. Hanno lavorato sulla lingua, posto attenzione agli argomenti scientifici legati ai temi dell’ambiente. Hanno attualizzato, creando analogie e collegamenti con il loro quotidiano e riflettuto sull’oggi, mostrando una consapevolezza che forse, e direi sbagliando, spesso non gli attribuiamo. Hanno parlato di comunità, della necessità e della responsabilità di essere cittadini attivi all’interno di un sistema complesso in cui un atteggiamento individualista non porta da nessuna parte e che ha bisogno del contributo di ciascuno per la costruzione di un futuro davvero sostenibile.
Si capisce subito anche dalle quattro parole più utilizzate nei 3000 commenti: Persone, Tutti, Essere, Mondo.

I loro contributi2 sono andati dunque ben oltre le nostre aspettative e non tanto o non solo per quantità, ma anche e soprattutto per qualità. Ci hanno davvero stupiti, confermandoci che il Social Reading apre la strada a nuovi scenari didattici informali e per questo congeniali agli studenti di una generazione che vive con lo smartphone in mano e che sa rispondere agli stimoli giusti nel modo giusto proprio attraverso quello stesso device. Lo smartphone, quindi, da strumento di divertimento può evidentemente trasformarsi in un potente strumento per l’apprendimento.

 

Approfondisci i vari argomenti che i ragazzi hanno fatto emergere e i rispettivi twyll:

1. Leggere per attualizzare e parlare di sé: leggi >>

2. L’emergenza nei commenti: leggi >>

3. Responsabilità, consapevolezza e coscienza ecologica: leggi >>

4. Dal pensiero all’azione per un futuro sostenibile: leggi >>

5. Comunità e cooperazione: leggi >>

6. Non una ma tante discipline: leggi >>

 

Dalla parte dei docenti

Dietro un “successo didattico” si nasconde il lavoro ineccepibile dei docenti che, senza mai forzare o alterare le dinamiche informali tipiche del Social Reading, si sono mossi come ospiti discreti a casa dei propri ragazzi1. Hanno “lanciato” i loro twyll come chi colpisce la prima tessera del domino, generando una reazione a catena spontanea di commenti, pensieri, riflessioni, confronti. Dunque sono stati proprio loro a mettersi in gioco per primi, buttandosi con curiosità e passione in un modo di fare scuola non solo contemporaneo, ma adeguato all’esigenza di una didattica che proprio in questo momento aveva bisogno di strumenti efficaci e non di surrogati virtuali che tentavano di proporre dinamiche poco replicabili virtualmente. Tutto è avvenuto all’interno dell’app, ovvero di un ecosistema educativo digitale che, quando opportunamente strutturato, consente di mettere in pratica una didattica “attuale”, sfruttando le opportunità del digitale non solo per trasmettere conoscenze, ma per ingaggiare gli studenti; coinvolgendoli in un apprendimento attivo rigorosamente a distanza e con lo strumento che più di ogni altro usano, lo smartphone. Ne è scaturita un’esperienza fatta di empatia e interazione, di cooperazione e scambio che “oltre a permettere la regolare trasmissione di contenuti, dà anche la possibilità di continuare a interagire con gli studenti in un momento come questo in cui si crea un vuoto di relazione da colmare”, commenta il professor Gabriele Nascimbeni.

 

Approfondisci i vari argomenti che i ragazzi hanno fatto emergere e i rispettivi twyll:

1. Quando leggere diventa un piacere: leggi >>

2. Piccole letture per parlare di grandi cose: leggi >>

3. Relazione ed empatia: leggi >>

4. Le buone pratiche flessibili: leggi >>

5. Gli spunti didattici e la valutazione: leggi >>

 

Conclusioni

Il progetto Pearson-Betwyll Orizzonti sostenibili ci ha dunque confermato che siamo sulla strada giusta e che il Social Reading è di fatto una metodologia attraverso cui mettere in pratica una didattica contemporanea, al passo con i tempi e soprattutto efficace.

Non è stata solo un’importante e innovativa esperienza didattica, ma uno strumento di accensione e sviluppo di importanti competenze strategiche e soft skills, come emerge in modo chiaro dalla lettura dei twyll dei ragazzi che non solo hanno “imparato cose” ma sono stati protagonisti di un prezioso esercizio di cultura e di cittadinanza senza alcuna fatica, con grande spontaneità e profondità di riflessione.

Per questo non ci fermeremo qui, ma torneremo con molti altri progetti disciplinari e interdisciplinari, perché siamo convinti che un’esperienza come questa debba diventare un’opportunità didattica da estendere anche a coloro che non hanno ancora avuto modo di sperimentarla e di scoprirne i tanti benefici. Torneremo anche con una nuova app, Pearson Social Reading with Betwyll, che alla luce di quanto abbiamo potuto imparare in questi anni, si arricchisce di nuovi strumenti per mettere in pratica attività ancora più efficaci e coinvolgenti.

Quello che vogliamo fare è dunque “gettare un sasso in uno stagno”, perché “un sasso gettato in uno stagno suscita onde concentriche che si allargano sulla superficie, coinvolgendo nel loro moto, a distanze diverse, con diversi effetti, la ninfea e la canna, la barchetta di carta e il galleggiante del pescatore … Non diversamente una parola, gettata nella mente a caso, produce onde di superficie e di profondità, provoca una serie infinita di reazioni a catena, coinvolgendo nella sua caduta suoni e immagini, analogie e ricordi, significati e sogni…” (Gianni Rodari, La grammatica della fantasia).

 

Scarica il PDF completo del report >>

Note

[1] Per approfondire leggi le interviste:

Gabriele Nascimbeni, docente di Lettere, Istituto Professionale di Garda con due indirizzi, commerciale e sociale
Leggi l'intervista >>
- Bianca Teresa Iaccarino, docente di Italiano, Latino, Greco, Liceo Classico Vico di Napoli
Leggi l'intervista >>
- Riccarda Gavazzi, docente di Lettere, IIS Torriani diCremona su classi del corso Informatica e Liceo scienze applicate
Leggi l'intervista >>

[2] Per approfondire leggi le interviste:

- Ginevra Ghisalberti, studentessa del terzo anno del liceo scientifico J. Torriani di Cremona
Leggi l'intervista >>
- Studenti del liceo classico G. B. Vico di Napoli: Clotilde Chiariello, Eduardo Simia, Chiara Viglione, Martina Amitrano e Maria Rosaria Cavaccini, Martina Mennella e Andrea Romano
Leggi l'intervista >>