Social Reading, dalla parte degli studenti: intervista corale agli studenti del liceo classico G. B. Vico di Napoli

Orizzonti Sostenibili, la parola agli studenti

SOCIAL READING - SCUOLA SECONDARIA DI SECONDO GRADO

Abbiamo chiesto agli studenti del liceo classico G.B. Vico di Napoli di fare un bilancio finale dell'esperienza di Social Reading svolta quest'anno con il progetto Orizzonti Sostenibili, per raccogliere dal vivo le voci di chi ha partecipato e animato questo percorso.

La redazione

Buongiorno. Possiamo chiederti di presentarti?

Buongiorno siamo studenti del liceo classico G.B. Vico di Napoli e frequentiamo classi digitali. I nostri nomi: Clotilde Chiariello, Eduardo Simia, Chiara Viglione di 3A, Martina Amitrano e Maria Rosaria Cavaccini di 3C, Martina Mennella e Andrea Romano di 1Q

 

Come spiegheresti ad altri studenti che cos’è la lettura social?

Clotilde: la lettura social è un tipo di lettura digitale che connette e unisce persone che leggono e scambiano commenti in un ambiente virtuale.
Martina A.: è una grande comunità per leggere e per commentare su app dedicate come Betwyll.
Andrea: un modo diverso diverso di approcciare la lettura interagendo con tutti gli altri lettori in Italia e in Europa.

 

Leggere con uno smartphone: come ti sei trovato/a?

Maria Rosaria: all’inizio mi è sembrato strano, ma poi ho scoperto che era molto comodo perché ho potuto leggere in ogni momento, in ogni situazione, ad esempio mentre attendevo l’arrivo della metropolitana. Ho apprezzato anche i vantaggi pratici di questa lettura.
Martina A.: mi ha dato da subito il senso della community che scambia opinioni e commenti e questo mi è parso molto interessante. All’inizio però scrivere i twyll mi è sembrato strano e utilizzare solo 140 caratteri per commentare mi lasciava perplessa.
Martina M.: io mi sono trovata sempre bene e a mio agio, perché usare uno smartphone è comodo, puoi portarlo con te dappertutto e leggere dovunque ti trovi. Inoltre ho apprezzato la velocità e la facilità di uso.
Eduardo: lo smartphone è senz’altro comodo perché si usa dappertutto e mi sono sentito a mio agio nel leggere in questo modo, anche se la dimensione ridotta della pagina e dei caratteri può creare difficoltà. Personalmente preferisco leggere dall’iPad.
Andrea: mi piaciuto e mi sono sentita a mio agio sempre.
Chiara: nessuno in classe era abituato a leggere così, ma lo smartphone è uno strumento abituale per noi ragazzi, e questo ci ha offerto molte opportunità.
Clotilde: leggere con lo smartphone ci ha avvicinato molto di più al mondo del digitale, un campo a noi noto.

 

Commentare le letture attraverso dei twyll (commenti): ti è sembrato interessante?

Chiara: non solo interessante, ho capito che mi ha aiutato a migliorare la mia capacità di sintesi e me ne sono accorta quando ho svolto i compiti in classe
Andrea: è molto interessante perché ci permette di condividere i nostri commenti e confrontarci con molti altri, rispettando le regole della corretta comunicazione online. Mi piacerebbe però che i caratteri da usare fossero un po’ di più.
Martina M.: sì, è interessante essere parte di una community così grande, stimola il confronto con i compagni ma anche con i professori, con gli utenti che conosciamo e con quelli sconosciuti.
Martina A.: sì, perché attraverso la lettura scandita da un calendario abbiamo il tempo di leggere, rileggere, riflettere e così comprendiamo il vero messaggio che il singolo testo suscita in ognuno di noi.
Eduardo: si, riusciamo ad esprimere le nostre opinioni proprio focalizzandoci su specifiche parti del testo.
Clotilde: trovo interessante proprio l’uso dei 140 caratteri, credo che questo sia l’elemento caratterizzante del metodo prima e dell’app poi.

 

I twyll: li hai “scambiati” con la tua classe?

Tutti: In genere si, lo abbiamo fatto.
Maria Rosaria: forse all’inizio non lo abbiamo fatto, ma poi, quando abbiamo iniziato a usare abitualmente l’app e a comprendere bene il metodo, abbiamo scambiato spesso i twyll con la classe.
Martina A.: siamo diventati via via più smaliziati, a ogni progetto intrapreso abbiamo provato meno soggezione a “esporci” e a scambiare twyll.

 

I twyll: Hai guardato anche quelle di utenti che non sono tuoi compagni/ tuoi professori?

Chiara: Si, e leggerli mi ha dato a volte chiarimenti riguardo a passaggi del testo che non mi erano del tutto chiari.
Martina A.: sì e abbiamo trovato spesso punti interessanti per ulteriori riflessioni proprio in persone che non conoscevamo. A volte addirittura ritorno sull’autore di uno o più twyll che mi hanno colpito.

 

Leggere e discutere di sostenibilità - ambientale, economica, sociale: ti interessa in generale? Il percorso proposto da Orizzonti sostenibili ti ha dato spunti utili?
Andrea: l’argomento è molto interessante perché di grande attualità e ho trovato gli spunti più interessanti nei testi più attuali proposti, come quello di Greta Thunberg.
Chiara: leggere e discutere di sostenibilità mi è sempre sembrato utile per capire l’argomento e creare dibattiti veri, evitando di far diventare il termine sostenibilità una parola vuota. Questo percorso fatto così in community, con compagni e insegnanti ci ha reso più consapevoli delle relazioni che legano la nostra vita a quella del pianeta.
Martina M.: sono particolarmente interessata al tema della sostenibilità ambientale e il progetto mi ha offerto molti spunti, che sono poi diventati oggetto di discussione in famiglia. Così ho capito che Betwyll favorisce la discussione online, ma anche offline al di fuori della piattaforma.
Clotilde: è stato molto interessante sia trattare un argomento attuale e che ci riguarda da vicino sia leggere su Betwyll, accomunati dalla stessa tematica, testi molto diversi tra loro come ad esempio il Salmo 8 della Bibbia. Mi ha fatto guardare questi brani con occhi “nuovi”.
Martina A.: ho trovato tutto molto interessante e la frase che per me racchiude tutto è “l’essenziale è invisibile agli occhi”. Io ho capito, a partire da questa frase, l’incredibile ricchezza che possediamo: abbiamo un pianeta fantastico e non comprendiamo questa fortuna.

 

Com’è parlare con il docente in un ambiente virtuale? Pensi che si possano dire e condividere pensieri diversi?

Chiara: non mi è sembrato che cambi molto il rapporto, se il professore sa parlarci e sa capirci lo sa fare in ambiente virtuale come in quello reale. Forse tra noi studenti qualcuno più timido riesce a esprimersi meglio, perché non si sente addosso “gli occhi” del docente.
Maria Rosaria: forse è più facile parlare di argomenti non strettamente didattici.
Eduardo: io non trovo differenze. Sulla base della mia esperienza credo che imbarazzo o disinvoltura siano gli stessi in aula virtuale o in classe reale.
Andrea: io, invece, ho notato che in qualcuno potrebbe favorire una maggiore riserbo.

 

Orizzonti Sostenibili: cosa porti con te di positivo da quest’esperienza?

Martina A.: la speranza quella che abbiamo intravisto nelle pagine dei testi letti su Betwyll: i piccoli cambiamenti operati da tutti possono cambiare le cose.
Clotilde: la vicinanza , perché in questo momento in cui siamo “lontani”, il Social Reading ci ha avvicinati, ci ha fatti rimanere in contatto. Anzi leggere su Betwyll stato per noi una “normalità” perché da tre anni leggiamo con questo metodo. Ci siamo sentiti rassicurati dal fare la nostra abituale attività nella nostra community.
Maria Rosaria: il senso dell’unione fa la forza, perché insieme si può fare molto anche se a piccoli passi.
Eduardo: la determinazione a prenderci cura del nostro pianeta.
Andrea: un convinto rafforzamento socioculturale.
Martina M.: la maggiore consapevolezza dei rischi che corriamo e una più profonda sensibilità verso l’argomento.

 

Orizzonti sostenibili: la cosa che ti è piaciuta meno/ proporresti di fare diversamente in futuro

Tutti: Alla conclusione del progetto e in coda a tutti testi proponiamo di creare una ambiente, una stanza di dibattito in cui porre la domanda: “quale testo è stato più rappresentativo del messaggio del progetto” e generare così una discussione finale della community.

 

Che commento vorresti condividere con tutte le studentesse e gli studenti che hanno partecipato con te a Orizzonti Sostenibili?
Chiara: “Il giorno ha gli occhi, la notte ha le orecchie”- Coketown.
Maria Rosaria: “Solo coloro che possono vedere l’invisibile, possono compiere l’impossibile!” (P.Snow) - Il Piccolo Principe.
Andrea: “Abbi l’accortezza, Icaro, che volando troppo in alto rischi di sprofondare, mentre volando troppo in basso rischi di cadere” - Il gran libro della Natura.
Clotilde: “Dovremmo dire più spesso ai nostri cari «Ti voglio bene»... i sentimenti non si danno per scontati” - Il Piccolo Principe.
Martina M.: “siamo delle gocce in un grande oceano, ogni goccia può fare la differenza - La nazione delle piante.

Qual è il tuo twyll preferito di quest’anno?

Chiara: “Bisogna credere agli occhi di pochi e non alle bocche di tutti” - Sonetto XIV e Canto delle stelle.
Clotilde: “Non si è mai troppo piccoli per fare la differenza” - Monito ai potenti del mondo.
Andrea: “La natura non è altro che una poesia” - Salmo 8.
Maria Rosaria: “Ignorare il problema non lo farà scomparire, ma solo crescere” - Monito ai potenti del mondo.
Martina M.: “Se le persone smettessero di pensare di essere potrebbero fare qualcosa di grande ognuno nel proprio piccolo”.

 

Ti chiediamo uno spunto finale per i futuri studenti che a partire dal prossimo anno potranno sperimentare il Social Reading.

Pensiamo a spunti per “il progetto che verrà”:
Martina A.: un altro tema attuale, per esempio legato alle paure affrontate in questa circostanza.
Martina M.: l’importanza del tempo e delle relazioni sociali.
Eduardo: un progetto realizzato con Fumetti Manga Seinel o con testi di canzoni come poesia dei nostri giorni.
Clotilde, Chiara, Maria Rosaria: un progetto incentrato sul romanzo giallo, realizzato come un gioco in cui “Siamo tutti investigatori”.
Andrea: una tematica filosofica, perché credo stimolerebbe molto commenti, riflessioni e confronti.