L'Alternanza scuola-lavoro

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L'Alternanza scuola-lavoro

GENITORI E FIGLI

L'intervista ad Agostino Miele sul tema dell'Alternanza scuola-lavoro, per capire in cosa consiste, quali sono i vantaggi e fornire utili consigli agli studenti che si stanno avvicinando a questa esperienza per la prima volta.

di Agostino Miele

Professor Miele, Lei è Dirigente di un grande istituto di Milano frequentato da tantissimi studenti e conosce molto bene il tema dell’alternanza scuola-lavoro. Innanzitutto ci può spiegare in cosa consiste questa alternanza?

Gli istituti di istruzione secondaria superiore hanno inserito nel proprio Piano Triennale dell’Offerta Formativa, come parte integrante e obbligatoria, percorsi di Alternanza scuola-lavoro, per un totale di 200 ore nei Licei e di 400 ore negli Istituti Tecnici e professionali divise in tre anni, a partire dal terzo anno di corso.
Gli studenti delle classi terze sono chiamati a completare il proprio percorso di apprendimento anche fuori della scuola, in contesti concreti di lavoro, in aziende e in enti pubblici e privati.
L’alternanza scuola-lavoro è una “nuova visione” della formazione che mira al superamento della separazione tra momento formativo e momento applicativo, è una concezione in cui educazione formale, informale ed esperienza di lavoro si combinano in un unico progetto formativo, è integrazione tra apprendimento a scuola e apprendimento «on the job». L’alternanza scuola-lavoro è una strategia educativa dove l’impresa e l’ente pubblico o privato sono invitati ad assumere un ruolo complementare rispetto all’aula e al laboratorio scolastico nel percorso di istruzione degli studenti in modo da contribuire alla realizzazione di un collegamento organico tra istituzioni scolastiche e formative e il mondo del lavoro.
Diversi sono gli ambiti nei quali si collocano le attività, che consentiranno agli alunni di arricchire il curricolo delle discipline, in coerenza con l’indirizzo di studi. Gli studenti non stipuleranno certo un “contratto di lavoro” né svolgeranno mansioni produttive, ma saranno impegnati in situazioni lavorative dove potranno acquisire o consolidare competenze ritenute necessarie per il loro futuro scolastico, lavorativo e civile.

Quindi gli studenti che cosa si devono aspettare da questa opportunità, quali sono i vantaggi che derivano da questa esperienza?

L’alternanza scuola-lavoro è un modo nuovo e stimolante di avvicinarsi al mondo del lavoro per approfondire i contenuti attraverso un contatto diretto. Sono tre gli obiettivi principali che si pone l’alternanza:

  1. Didattico: l’alternanza rimotiva allo studio.
  2. Orientativo: lo studente acquisisce la conoscenza del mondo del lavoro.
  3. Professionalizzante: lo studente acquisisce competenze spendibili.

Attraverso la conoscenza diretta del mondo del lavoro, delle sue dinamiche, delle competenze che esso richiede, gli studenti sono stimolati a scoprire la propria vocazione personale e a confrontarsi con l’operatività ed un sapere pratico, fondato sull’esperienza. Sotto questo profilo, l’ambiente del lavoro si presenta come naturale luogo di apprendimento di quelle caratteristiche personali che il lessico aziendale declina in una variegata gamma di soft skills, e che si possono così sintetizzare:

  • competenze chiave dell’apprendere in autonomia (imparare ad imparare, acquisire e interpretare informazioni, individuare collegamenti e relazioni); 
  • competenze chiave dell’interagire in vari contesti (comunicazione interpersonale e team working); 
  • competenze chiave dell’essere imprenditori di se stessi (problem solving, problem posing, problem setting, progettazione, autonomia e responsabilità nelle azioni);
  • capacità di orientamento universitario e/o professionale e di scelta consapevole delle opportunità e degli sbocchi occupazionali, per agevolare la transizione dalla scuola al mondo del lavoro.

Un’ultima domanda, quali consigli e quali rassicurazioni desidera dare ai ragazzi che si stanno avvicinando a questa esperienza per la prima volta?

Al termine di un periodo di alternanza, ho chiesto ad uno studente le sue impressioni sull’esperienza fatta e ho avuto la seguente risposta “Ho avuto l’impressione di essere stato preso sul serio e sono stato trattato quasi da giovane collega: il tutor aziendale ha risposto con piacere alle domande che ponevo ed ha ascoltato anche le mie impressioni”.
Quindi un consiglio:
Affrontate questa nuova sfida con serenità, senza il timore della novità, ma principalmente con curiosità:

  • curiosità per capire come funziona il mondo del lavoro (fate domande ai tutor aziendali che vi permettono di “capire”);
  • curiosità nel misurarsi “alla pari” con il mondo degli adulti;
  • curiosità nel vedere come vengono riconosciute e valorizzate le competenze acquisite;
  • curiosità di verificare se “alternare” scuola e lavoro ti fa venire più voglia di studiare e più voglia di lavorare;
  • curiosità di capire perché l‘essere disposti ad investire tempo ed energie può dare delle chanches in più per il futuro;
  • curiosità di ………….

Conclusioni

Voglio concludere questa mia intervista citando Roberto Benigni: “Iniziare un nuovo cammino ci spaventa, ma dopo ogni passo ci rendiamo conto di quanto fosse pericoloso rimanere fermi”.

 

Agostino Miele è dirigente scolastico e presidente interprovinciale dell'ANP di Milano e Monza, responsabile, organizzatore e relatore di corsi di aggiornamento per docenti su varie tematiche organizzati dal MPI e dalla Casa Editrice RCS-Scuola e per l’ANP. È inoltre autore di diverse pubblicazioni relative alla matematica e all'informatica, alle problematiche degli alunni con bisogni educativi speciali e all'alternanza scuola-lavoro.