Libri in classe: Andrea Gentile, Volevo nascere vento

CONSIGLI DI LETTURA - SCUOLA SECONDARIA DI PRIMO GRADO

Titolo: Volevo nascre vento
Autore: Andrea Gentile
Editore: Mondadori (Milano 2014)
Temi: mafia, famiglia, giustizia
Destinazione: Scuola secondaria di primo grado

di Laura Mosca

andrea gentile volevo essere vento mondadori

Anni ottanta: in un paesino della provincia trapanese, Partanna, la vita della giovane Rita scorre serena tra i giochi con il fratello maggiore Nicola e l'affetto del padre, don Vito, un uomo d'onore vecchio stampo rispettato da tutto il paese. Ma è tempo di cambiamenti: il Mostro – è così che l'autore decide di chiamare la Mafia in tutto il libro – decide di fare il “salto di qualità”, mirando al mercato della droga e al radicamento nel potere politico fino ai livelli più alti. Don Vito non ci sta e paga il suo rifiuto con la vita. Il desiderio di vendetta tormenta Nicola e lo acceca, facendogli compiere scelte avventate. Il cerchio intorno al fratello di Rita si stringe: il 21 giugno 1991 viene ucciso nella sua pizzeria a Montevago, davanti agli occhi della moglie Piera Aiello. Grazie alla cognata, Rita troverà il coraggio di cambiare vita a soli diciassette anni: decide di lasciare il suo paese e fugge a Roma, dove incontrerà “lo zio Paolo”, punto di riferimento capace di farle capire con tatto e dolcezza la dura realtà che la circonda. Quell'uomo con i baffi, sempre in giacca e cravatta, è Paolo Borsellino. Ma il 19 luglio 1992, in via D’Amelio a Palermo, il giudice viene dilaniato da un’autobomba insieme con tutta la scorta: un altro durissimo colpo per la giovane Rita, l’ennesimo...

La vicenda della ragazza rimanda tragicamente alle stragi di mafia del 1992 in cui morirono i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La fiducia nella giustizia e soprattutto in Paolo Borsellino alimenta il coraggio e la forza di Rita, che si lascia alle spalle il suo passato per provare a credere in un mondo diverso, migliore. Un mondo in cui la Mafia, il Mostro che controllava – e purtroppo controlla ancora ora – la vita di molte famiglie siciliane, può essere sconfitta.

Il delicato racconto di Andrea Gentile si inserisce in un nutrito filone che lega letteratura e mafia e che vede il suo capostipite in Leonardo Sciascia con Il giorno della civetta (1961). Ricordiamo inoltre che la storia di Rita Atria si ritrova anche nei libri di Sandra Rizza (Una ragazza contro la mafia, 1993) e di Petra Reski (Rita Atria, 2011), e che nel 2007 ha ispirato anche un film di Marco Amenta dal titolo La siciliana ribelle.

Ulteriori e interessanti spunti di riflessione possono nascere da due recenti libri di Alberto Melis e di Silvana Laspina. Quest'ultima, in La mafia spiegata ai miei figli (2006), racconta il dialogo nato in un liceo dopo la proiezione del film di Roberto Faenza su Pino Puglisi, Alla luce del sole: l'autrice spiega ai ragazzi lo sviluppo storico della mafia e cerca di ridimensionare l'alone di invincibilità che circonda Cosa Nostra. Melis in Da che parte stare. I bambini che diventarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino (2012), offre uno sguardo diverso su Falcone e Borsellino ricostruendo l'infanzia dei due personaggi attraverso le parole delle loro sorelle, Maria Falcone e Rita Borsellino, per dare ai ragazzi un messaggio di speranza: la mafia si può sconfiggere se tutti noi facciamo il nostro dovere e scegliamo la giusta via, quella dell'onestà.