Scrivere una storychat

Portare a scuola forme di scrittura breve

DIDATTICA DIGITALE – II GRADO

I giovani adottano quotidianamente sui social linguaggi e pratiche di comunicazione breve e non alfabetica che molto si distaccano dalla consueta attitudine a scrivere temi e contributi scolastici. Ma è possibile integrare queste nuove forme di produzione nella didattica dell’italiano per sviluppare una visione più critica e consapevole nei giovani? Affrontiamo il tema in questo articolo in cui studentesse e studenti sono chiamati a scrivere una storychat.

di Roberta Franceschetti ed Elisa Salamini

La rivoluzione digitale ha portato con sé importanti cambiamenti nel modo in cui la conoscenza viene tramandata all’interno della società e ha inciso profondamente sul ruolo e i processi di scrittura e lettura. A partire dal Seicento e fino a tutto il Novecento, la parola scritta è stata il mezzo privilegiato per la trasmissione del sapere, veicolato essenzialmente attraverso la forma lunga del libro. Nell’ecosistema mediale attuale la scrittura alfabetica ha invece ceduto terreno a forme di comunicazione visive – le immagini, gli emoticons, i video – in un flusso di comunicazione multimediale, frammentato e granulare.

Scuola e forme di scrittura breve

In tale contesto, è importante che i ragazzi si confrontino con forme di scrittura non alfabetica e/o breve anche all’interno del contesto scolastico, in un setting di apprendimento guidato dal docente. In questo modo possono sviluppare una visione più critica sui linguaggi e sui meccanismi delle pratiche comunicative e di produzione di contenuti che adottano quotidianamente.

L’attività in sintesi

Per agevolare questa riflessione, lavorando in un’ottica metacognitiva e di riappropriazione dei contenuti, un’attività da proporre agli studenti è la realizzazione di una storychat, ovvero un racconto costruito esclusivamente attraverso i messaggi via chat che si scambiano i personaggi. Realizzato con app dedicate e pensato per una fruizione da telefonino, è un genere digitale caratterizzato dalla brevità e multimedialità, dato che oltre ai dialoghi testuali fa uso anche di emoji e immagini. Pur essendo legata all’insegnamento dell’italiano, questa esercitazione si presta a essere usata anche nell’ambito di altre materie e in un’ottica interdisciplinare. È possibile infatti proporre ai ragazzi di sviluppare un dialogo su tematiche storiche, tecnico scientifiche, di educazione civica o in lingua straniera.

Cos’è una storychat

La storychat è un genere narrativo in cui la storia è raccontata attraverso lo scambio di brevi messaggi, come accadrebbe in un’app di instant messaging quale Whatsapp. Presuppone, quindi, una conversazione a distanza tra due o più personaggi, che si scambiano messaggi testuali, emoticons, immagini e, se l'applicazione lo consente, video e vocali. Il lettore avanza nella storia toccando lo schermo e visualizzando, l’uno dopo l’altro, le battute.
In alcuni casi l’autore può introdurre parti testuali descrittive, attraverso testi e didascalie che danno informazioni aggiuntive e aiutano il lettore a seguire i dialoghi. Una storychat può, infatti, comprendere più conversazioni di diversi personaggi collocati in contesti differenti e presenta, quindi, punti di contatto con la scrittura di un’opera teatrale o di una sceneggiatura cinematografica. Occorre immaginare l’ambientazione e la situazione, in cui si trova ogni voce mentre intrattiene lo scambio di messaggi, perché esse possono influire o diventare addirittura un motore del racconto. I vincoli e le limitazioni narrative della storychat possono costituire la vera sfida per i ragazzi: per esempio, la distanza fisica dei personaggi e il fatto che la conversazione via chat possa improvvisamente interrompersi possono essere usati per generare effetti di suspense.

Destinatari
Benché possa essere adatta anche agli alunni della secondaria di I grado, consigliamo di svolgere questa attività con i ragazzi delle superiori, perché si tratta di fare utilizzare ambienti aperti, in cui ogni utente può pubblicare le proprie storie e leggere quelle degli altri, per cui i ragazzi più piccoli potrebbero imbattersi in contenuti non sempre appropriati alla loro età.

Competenze attese e obiettivi

  • Esprimere e interpretare concetti, pensieri, sentimenti, fatti e opinioni in forma sia orale sia scritta e interagire adeguatamente e in modo creativo sul piano linguistico.
  • Conoscere i principali tipi di interazione verbale, delle principali caratteristiche dei diversi stili e registri del linguaggio nonché della variabilità del linguaggio e della comunicazione in contesti diversi.
  • Cercare, raccogliere ed elaborare informazioni e distinguere e utilizzare diversi tipi di testi.
  • Utilizzare le ICT (Information and Communication Technology) per reperire, valutare, produrre, presentare e scambiare informazioni nonché per comunicare.
  • Collaborare e lavorare in gruppo.
  • Essere consapevoli dell’importanza dell’espressione creativa di idee, esperienze ed emozioni in un’ampia varietà di mezzi di comunicazione.

L’attività in classe

Fase 1. Consegna per gli studenti
Ogni storychat deve partire dallo sviluppo di un soggetto, ovvero un’idea di racconto da assegnare agli studenti. Per esempio, potrete chiedere loro di sviluppare una storychat che racconti il fronte militare e quello civile durante la Prima Guerra Mondiale, attraverso i messaggi via chat che un soldato in trincea e un famigliare lontano dal fronte si scambiano.

Fase 2. Pre-produzione
Questa importante fase di pre-produzione è guidata dal docente e serve a preparare la scrittura vera e propria, lavorando sulla conoscenza del genere letterario, sugli strumenti digitali che gli studenti utilizzeranno e su approfondimenti funzionali allo sviluppo di ambientazioni e personaggi.

• Introduzione alla storychat
Spiegate ai ragazzi cosa è una storychat, quali sono le caratteristiche e i vincoli del genere. Mostrate loro un esempio di qualità come l’app “Se mi ami non morire”, che racconta il viaggio dei profughi siriani verso l’Europa, attraverso i messaggi che la giovane Nour scambia con il marito rimasto in patria.

Alimentate un confronto con gli studenti per individuare insieme le caratteristiche della scrittura di una storychat. Potete partire da alcune domande, come:

Che differenza c’è tra un racconto e una storychat?
Dato che scopriamo la storia messaggio dopo messaggio, toccando lo schermo, che effetto ha su di noi, come pubblico, leggere più messaggi brevi uno dopo l'altro anziché un unico messaggio lungo?
Come facciamo a caratterizzare i personaggi in una storychat se non abbiamo parti descrittive?
Come possiamo sfruttare il fatto che i personaggi siano lontani e l'uno non possa vedere dove stia e cosa stia facendo l'altro per creare diversi effetti narrativi? Per esempio, uno dei due personaggi non crede che l’altro stia dicendo la verità oppure finge di essere un’altra persona. Come possiamo valorizzare le caratteristiche della storychat per creare suspense, colpi di scena e rivelazioni?

• Introduzione agli strumenti: Tap di Wattpad
Guidate i ragazzi nella scoperta dell’app per smartphone Tap, sviluppata da Wattpad, che consente di creare storychat e leggere quelle pubblicate dagli altri utenti.
È disponibile sia per dispositivi Apple, sia per dispositivi Android. Permette di progettare più scene, scegliendo un’immagine di sfondo evocativa del contesto, e di sviluppare conversazioni tra due o più personaggi, come nei gruppi di WhatsApp. Oltre ai dialoghi, è possibile inserire brevi testi descrittivi e inviare immagini insieme ai messaggi di testo.

• Lavoro di ricerca sul tema
Questa fase serve per approfondire il soggetto assegnato agli studenti, a partire dal contesto storico e sociale, per sviluppare personaggi e conversazioni credibili. Nel soggetto da noi proposto, potete fornire agli studenti il testo di lettere scritte dai soldati durante la Prima Guerra Mondiale e saggi o testi letterari che descrivano la vita al fronte e quella dei civili. Inoltre, potete stimolarli a cercare in Rete altre fonti da cui prendere spunto per avere un quadro più completo del periodo e del contesto sociale.

Fase 3. Scrittura
• Trama, ambientazioni e personaggi
In questa fase studenti e studentesse sviluppano i personaggi, le ambientazioni e la trama, per poi passare alla scrittura delle conversazioni vere e proprie. Fornite ai ragazzi un esempio di Scheda dei personaggi e di Scaletta per lo sviluppo del soggetto che precede la scrittura dei dialoghi. Favorite il lavoro collaborativo, facendoli operare a gruppi in presenza o a distanza su una piattaforma come Google Docs.

• I dialoghi
Questa è la fase conclusiva dell’attività e consiste nella scrittura dei dialoghi attraverso l’app di Tap. Potete anche proporre una fase di stesura intermedia su carta o su un documento di Google Docs, per facilitare il lavoro di gruppo.

Fase 4. Restituzione
L’attività si conclude con la presentazione delle storychat alla classe. Per renderla più coinvolgente, organizzate una vera sfida per premiare la storia più bella. La giuria sarà composta da tutta la classe: ogni studente assegnerà un voto alle narrazioni degli altri gruppi, in base a una griglia di valutazione fornita dall’insegnante (per esempio, questa Scheda della Giuria, ovvero una griglia con quattro parametri: coerenza dei personaggi, efficacia dei dialoghi, capacità di sfruttare le caratteristiche peculiari della storychat, coinvolgimento del lettore).
Per convincere la giuria, un membro di ogni gruppo dovrà esporre i punti di forza della propria storia e raccontare il processo creativo e le scelte narrative che sono state adottate. La presentazione delle storychat alla classe può avvenire proprio attraverso la app, collegando lo smartphone a un videoproiettore o una LIM, oppure mostrando un video della storychat, realizzato tramite la funzione di registrazione schermo. In questa fase il ruolo del docente sarà quello di arbitro.

Materiali e Metodologie

Materiali e Strumenti utilizzati

App Tap di Wattpad
LIM o videoproiettore
Smartphone degli studenti
App “Se mi ami non morire”

Metodologie didattiche applicate

Collaborative learning
Challenge based learning

 

Roberta Franceschetti dopo la laurea in storia dell’arte e un M.A. in history of design al Royal College of Art di Londra, si è specializzata in editoria multimediale al Politecnico di Milano. È co-founder di Mamamò.it portale dedicato alla media education, dell’agenzia ContentMakers e membro della giuria del Bologna Ragazzi Digital Award. Nel 2020 ha pubblicato il libro per ragazzi Youtuber. Manuale per aspiranti creator (Editoriale Scienza).

Elisa Salamini è co-founder di Mamamò.it, portale dedicato alla media education e dell’agenzia ContentMakers. Laureata in lettere moderne, giornalista specializzata in web content management, dopo un’esperienza in Virgilio.it lavora come content creator e social media manager. Tiene corsi rivolti a scuole e genitori sui contenuti digitali per ragazzi. Nel 2020 ha pubblicato il libro Youtuber. Manuale per aspiranti creator (Editoriale Scienza).

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