Libri in classe. Geografia, ambiente e globalizzazione

Orso polare

LIBRI IN CLASSE

Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina di Alessandro Aresu
Oro blu. Storie di acqua e cambiamento climatico di Edoardo Borgomeo
Possiamo salvare il pianeta? di Alice Bell
Educazione ecologica di Luigina Mortari

Le potenze del capitalismo politico. Stati Uniti e Cina

Autore: Alessandro Aresu
Editore: La nave di Teseo, collana krisis, 2020
Pagine: 509

Il libro

Il valore e il successo del libro risiedono, a dispetto della sua voluminosità, nelle sue dichiarate limitate pretese: concentrarsi sull’analisi del cosiddetto “capitalismo politico”, ovverosia sulla sempre più stringente compenetrazione tra le forze del mercato e le politiche governative, in special modo nei settori strategici della sicurezza degli stati. I temi argomentati dall’autore, brillante esperto di geopolitica internazionale, ruotano attorno alla sempre più fondamentale e complessa integrazione tra economia e politica, in un sistema globale sempre più interdipendente e tecnologizzato e dominato dalle potenze statunitense e cinese. La prospettiva interpretativa privilegiata dall’autore non è puramente giuridico-economica, né tanto meno finanziaria e ideologica, ma storico-filosofica in quanto sviluppa un’analisi d’ampio respiro, sempre attenta ai contesti nei quali le trasformazioni e i problemi si connettono e prendono forma.
Il capitalismo non è pensabile senza storia, diritto e politica, così come la Compagnia delle Indie non è riducibile a una impresa commerciale che genera profitti, trascurando i suoi obiettivi di conquista militari e geopolitici; oggi le potenze cinese e statunitense vanno comprese nell’intreccio tra poteri statali, apparati burocratici, ordini giuridici e conflittuale interazione tra mercati. Secondo Aresu, le caratteristiche del capitalismo cinese, di marchio autoritario, sono da ricondurre a tre elementi fondamentali: una burocrazia efficiente, la negazione dei diritti umani e la supremazia della ragion di stato-partito sulle libertà individuali. Mentre il capitalismo occidentale di tipo liberal meritocratico, dominato dagli Usa, è contraddistinto da una burocrazia della sicurezza imperniata sull’uso competitivo delle imprese tecnologiche sempre più strategiche nel controllo dei mercati geopolitici e della sicurezza nazionale. Una logica simile accomuna questi capitalismi e li porta ad un inevitabile conflitto: la strettissima compenetrazione di economia e politica non può che sfociare in una violenta guerra commerciale combattuta con i mezzi sempre più raffinati del geodiritto, nel nome della difesa degli interessi nazionali.
E il vecchio continente? Il terzo capitolo del libro non tralascia l’analisi del ruolo dell’Unione europea uscita, a detta dell’autore, irrimediabilmente sconfitta dalla crisi iniziata nel 2007. Il suo modello di welfare state, eccezione, non norma nella storia del capitalismo, ha evidenziato gravi limiti nel saper costruire politiche comunitarie; oggi l’Europa, con una demografia in declino e con la debolezza dei suoi sistemi militari di difesa rischia di ridursi a comparsa, o addirittura vittima, della storia mondiale. Si prospetta così lo scenario futuro di una nuova guerra fredda, combattuta tra Cina e Stati Uniti, nel quale l’impasto tra economia, finanza, difesa e tecnologia diventerà sempre più decisivo per il controllo dell’arena globale del geodiritto.

La scheda didattica

Il libro può diventare, se ben filtrato e selezionato in alcuni nodi concettuali affini agli studi e agli interessi delle classi, un ricchissimo laboratorio geostorico per imparare ad esercitare il pensiero critico e per fornire agli studenti alcune chiavi di lettura per comprendere una varietà di problematiche che caratterizzano il mondo presente, dominato dallo scontro tra potenza cinese e statunitense.
Il docente può iniziare un percorso di approfondimento sul tema ponendo agli studenti alcune domande stimolo, quali ad esempio: come si spiega la contraddizione che definisce la Cina un paese che pratica il capitalismo di Stato? come può lo stato comunista (la “mano visibile”) favorire le logiche dell’economia di mercato (mano “invisibile”)? come può un potere statale che usa la coercizione e la negazione dei diritti conciliarsi con le libertà d’impresa e d’iniziativa privata? Queste domande hanno innanzitutto l’obiettivo di portare a un uso consapevole del linguaggio politico-economico e di far comprendere la complessità concettuale e storica che hanno termini come capitalismo, mercato, potere statale, pianificazione, che non devono essere usati in maniera scontata e pregiudiziale. La consultazione di un dizionario economico, per esempio quello dell’Enciclopedia Treccani, può essere un buon esercizio per consolidare il lessico degli studenti che non deve essere solo passivo, ma attivo nel saper costruire ragionamenti coerenti e argomentazioni sulle tematiche in questione.
A questa prima fase potrebbe seguire una discussione in classe in cui gli alunni sono chiamati a interrogarsi in modo critico e a confrontarsi sulle contraddizioni presenti nel sistema cinese. Si può anche pensare di produrre una breve presentazione multimediale strutturata in diagrammi di flusso e schemi concettuali esplicativi.
Secondo spunto di lavoro potrebbe essere la ricerca di informazioni da parte degli studenti, mediante l’uso del web, sulla cosiddetta guerra dei dazi scatenata dal presidente statunitense Donald Trump, utilizzando portali di sicuro spessore e valore culturale quali ad esempio quello dell’ISPI, Istituto per gli studi di politica internazionale, e di LIMES, Rivista italiana di geopolitica.
Gli articoli più significativi, selezionati da gruppi di lavoro, possono diventate l’occasione per discutere una delle tesi centrali del libro di Aresu, riguardante il rapporto sempre più decisivo tra difesa e industria, magari soffermandosi in particolar modo su casi emblematici come quello della corsa al primato tecnologico nella trasmissione e nel controllo dei dati con standard G5, oppure sull’affaire Huawei, società cinese leader mondiale delle telecomunicazioni.
Tutto questo potrebbe diventare un’ottima fonte per far nascere interessanti momenti di confronto.

A cura di Lino Valentini

Oro blu. Storie di acqua e cambiamento climatico

Autore: Edoardo Borgomeo
Editore: Laterza, 2020
Pagine: 176


Lʼacqua è protagonista della Storia 3.0. Dal Brasile allʼAustralia, dallʼEgitto allʼOlanda, dal Pakistan alla Sicilia, Oro blu narra di storie fluviali in un giro del mondo che racconta paesaggi ed eroi quotidiani.
Acqua, preziosa e contesa. In Egitto è così da un secolo. Visto dallʼalto, il Nilo, un nastro verde che attraversa il deserto, ha un aspetto quasi sacrale. Le sue acque però in Sudan ed Egitto le hanno chiuse, lasciando allʼasciutto lʼEtiopia che solo dal 2022 potrà – forse! – avere accesso alle acque del fiume detto “Madre della Terra”. Per chi abita il territorio del Sao Francisco di Brasilia, il fiume è un vehlo (vecchio) “saggio ma stanco” le cui risorse non bastano più. E ancora, nel sud dellʼIraq, prima ancora che dalla guerra, gli abitanti scappano per la mancanza di acqua – come spiega Nadia, abitante del luogo. “La scarsità dʼacqua è una delle ragioni per cui i migranti non fanno ritorno nelle proprie case”.
Ma un fiume è solo un oggetto di consumo o può addirittura diventare un personaggio attivo? La giurista Julia si batte per far diventare il fiume Murrumbidgee di Canberra un soggetto giuridico a tutti gli effetti, affinché il fiume acquisisca il “diritto a trascinare in tribunale chi vi scarica dentro dei rifiuti”.
Lʼacqua è il bene a cui vogliono accedere tantissimi pachistani condannati da infezioni sanitarie e risorse idriche scarse e inquinate; ed è un autentico “oro blu” per le mafie che la vendono. Per Parween Rahman, questo rappresentava un impegno vitale. È stata lei lʼinventrice del diritto allʼacqua per i cittadini di Orangi Town. Diviene quindi dirigente del Karachi Water and Sowerage Board e dà inizio alla pianificazione delle condotte idriche e fognarie. Il suo progetto le costerà la vita: nel 2013 viene assassinata. Chi porta avanti il suo progetto sa che la lezione di Parween, la sua “idrofilìa”, è però essenziale anche per molte altre città del mondo.
Le nove storie fluviali raccolte nel suo primo libro dallʼidrologo Edoardo Borgomeo - ha conseguito il dottorato in Idrologia a Oxford, ha lavorato per la Banca mondiale in Medio Oriente, Sud America, Asia meridionale e Africa orientale - ci parlano di acque sacre ma spesso violate. A fornire la svolta saranno pianificazione e coordinazione delle governance? Sì, ma non basta. Lʼautore inizia e conclude la sua trattazione citando la prima enciclica sullʼecologia, la Laudato siʼ. Perché solo un vero amore per lʼacqua – “la quale è molto utile” e “preziosa” – ci salverà.

A cura di Paola Ducato

Possiamo salvare il pianeta?

Autore: Alice Bell
Editore: Nutrimenti, 2021
Pagine: 144

Le rivoluzioni che abbiamo attraversato finora – agricola, scientifica, commerciale, tecnologica – sono ancora poco rispetto a ciò che ci aspetta con il cambiamento climatico. Ad affermarlo sono gli autori presenti in questo «libro di base del XXI secolo», che fornisce nozioni fondamentali e strategie per capire e affrontare le grandi trasformazioni che ci attendono.
Ci troviamo nell'era geologica dell'Antropocene, fase in cui l'uomo ha intensificato la trasformazione del pianeta fino all'odierna crisi ambientale. L'inizio dell'Antropocene lo si può indicare in una data precisa, il 16 luglio 1945: momento di snodo sia per l'esperimento nucleare in New Mexico e successive radiazioni, sia per il peso crescente dell'impronta ecologica, con genocidio delle biodiversità. Rappresenta anche uno spartiacque per il balzo demografico, cruciale per l'accesso alle risorse naturali del pianeta, e più che mai problema spinoso, come conferma tra l'altro l'Organizzazione mondiale della sanità.
La transizione ecologica esige strategie di recupero – e rapide. Afforestazione urbana e contenimento della de-forestazione sono rimedi efficaci, ma non sono ancora la soluzione. La bioingegneria e l'aumento della produzione di energia pulita si dimostreranno una strategia determinante di recupero per la riconversione dell’anidride carbonica e la creazione di “idrogeno verde”. Senza dimenticare le risorse sociali e politiche. Diversamente dall'Onu, «arrivato tardi e male», tanti i soggetti internazionali oggi attivi sul tema, vedi il C40 Cities Climate Leadership Group, la International Water Association, l'Unione internazionale delle scienze del suolo, la British Ecological Society e il movimento giovanile Fridays for Future.
Arrivato alla fine del libro, che cosa può fare il lettore? Agire subito e nel concreto. Ad esempio, rinunciare a carne e latticini, dato che una dieta vegana è assai meno impattante. O ancora, boicottare il packaging di frutta e verdura, o rifiutare di investire in titoli finanziari che abbiano alle spalle le “energie sporche”. Ogni attivista, o cittadino, o docente, dovrebbe coinvolgere un numero sempre crescente di persone in questo cambiamento – di mentalità – sempre più necessario all'interno dei processi in corso. «Potremo arrivare al successo solo con tutte le nostre mani riunite» (Parigi 2015).

A cura di Paola Ducato

Educazione ecologica

Autrice: Luigina Mortari
Editore: Laterza, 2020
Pagine: 208

Il saggio parte dalla crisi provocata dallʼuso della tecnica e dalla manipolazione dellʼuomo post-moderno, auto-alienatosi nella tecnosfera. Lʼautrice, docente di Epistemologia della scienza allʼUniversità di Venezia, fa luce sulle cause della crisi ecologica a partire dalla riduzione delle risorse disponibili.
Il paradosso è che, al centro di questi nuovi e preoccupanti sviluppi, lʼessere umano oggi come 2 500 anni fa appare immutato. Lo testimonia la scrittura filosofico-letteraria: «Ovunque si apra la strada, in nulla sʼarresta, così affronta il futuro» (Sofocle, Antigone). Fin dal mito di Prometeo che ha donato agli uomini il fuoco ha inizio la tecnica, edificatrice di civiltà (Platone, Protagora).
Che cosʼha quindi da dire la filosofia di fronte alla situazione odierna? Sono i maestri del pensiero a indicare il percorso. Alla luce di Kant e della sua etica universale, oggi occorre una neo-rivoluzione copernicana, da realizzare costruendo un codice etico-ecologico con il relativo vocabolario. Sarebbe utile a ri-generare il nostro pensiero e il nostro modo di vivere la natura.
Un nuovo inizio per lʼ“ecologia filosofica” è comunque segnato da una corrente americana post-romantica: il trascendentismo di Emerson e Thoreau, per i quali lʼambiente è “sorgente di vita” in quanto mette in correlazione mente e corpo. Cercare la natura significa coltivare la propria spiritualità. Così andare per boschi non implica una fuga dalla civiltà ma un “pensare con la natura”.
In continuità dal cuore dellʼOttocento a oggi, la “filosofia americana 3.0” riparte dalla fenomenologia di Merleau-Ponty rimarcando il ruolo dellʼesperienza sensoriale del mondo, mettendo al centro lʼesperienza corporea.
La cassetta degli attrezzi filosofici si aggiorna dialogando e apprendendo dalla più recente ricerca scientifico-psicologica. Dallʼipotesi Gaia, che configura un universo fisico vivente, allʼeco-psicologia, che collega il disagio esistenziale e sociale al degrado ambientale. A sua volta il contatto con la natura favorisce il benessere psicologico e aiuta a concentrare lʼattenzione sulla propria interiorità.
Questo è, peraltro, il percorso conclusivo del saggio di Luigina Mortari: superare la crisi si può attraverso una deep ecology, ridefinendo in modo sinergico il rapporto uomo/ambiente, appunto “pensando con la natura”. Educare oggi significa perciò promuovere il valore della tutela del pianeta, «immaginando modi di abitare la Terra ispirati alla cura di ogni organismo vivente».

A cura di Paola Ducato

 

Paola Ducato è docente di Storia e filosofia presso il liceo Annibale Mariotti di Perugia. Ha svolto attività di formazione e aggiornamento per docenti ed è autrice di pubblicazioni di interesse didattico, tra cui Fotogrammi per la Storia. Attività laboratoriale per la didattica della Storia, Morlacchi, Perugia 2004; Sogno “lamericano”. Laboratorio cine-storico, e-book pubblicato nel 2007 sul sito ufficiale della FILEF, Federazione Italiana Lavoratori Emigrati e Famiglie, www.filef.infoRifacciamo boom, viaggio nell'Italia “miracolata” nella prospettiva di EXPO 2015, edizione Guardastelle, Perugia, 2015.

Lino Valentini è docente di Storia e Filosofia al Liceo classico “B. Zucchi” di Monza e formatore in numerosi corsi d’aggiornamento d’informatica e multimedialità finalizzati alla didattica.